Panoramica sulle società in Danimarca
La Danimarca è considerata uno dei Paesi europei più favorevoli all’imprenditoria grazie a una burocrazia snella, a procedure digitalizzate e a un quadro normativo stabile e trasparente. Avviare e gestire una società danese è relativamente rapido: la maggior parte delle imprese può essere costituita online attraverso il portale ufficiale Virk, con registrazione presso il Registro delle Imprese (Erhvervsstyrelsen) e attribuzione del numero CVR, equivalente alla partita IVA.
Il sistema danese è caratterizzato da un forte orientamento alla responsabilità dell’imprenditore e alla correttezza dei dati contabili e fiscali. Le autorità si aspettano che le imprese mantengano una contabilità aggiornata, presentino le dichiarazioni in modo puntuale e comunichino tempestivamente ogni variazione rilevante (indirizzo, struttura proprietaria, amministratori, attività svolta). In cambio, l’imprenditore beneficia di un ambiente prevedibile, con regole chiare e un elevato livello di digitalizzazione dei servizi pubblici.
Le società in Danimarca possono assumere diverse forme giuridiche, dalle microimprese individuali senza capitale minimo alle società di capitali con responsabilità limitata. Le forme più utilizzate sono la ditta individuale (Enkeltmandsvirksomhed) e la società a responsabilità limitata (ApS – Anpartsselskab), ma il diritto danese prevede anche società per azioni (A/S), società di persone, cooperative, succursali di società estere e uffici di rappresentanza. La scelta della forma dipende soprattutto dal livello di rischio, dal fabbisogno di capitale, dal numero di soci e dalle esigenze fiscali.
Ogni impresa che esercita un’attività economica in Danimarca deve valutare l’obbligo di registrazione ai fini IVA presso l’Autorità fiscale (Skattestyrelsen). In linea generale, la registrazione IVA è obbligatoria quando il fatturato imponibile annuo previsto supera 50.000 DKK. Una volta registrata, la società deve emettere fatture conformi alle regole danesi, applicare l’aliquota IVA corretta e presentare le dichiarazioni periodiche entro le scadenze stabilite (mensili, trimestrali o semestrali, a seconda del volume d’affari).
Il mercato del lavoro danese si basa sul modello di flexicurity, che combina una relativa flessibilità nei rapporti di lavoro con un forte sistema di protezione sociale. Per i datori di lavoro, questo significa poter assumere e licenziare con procedure meno rigide rispetto ad altri Paesi europei, ma anche rispettare obblighi precisi in materia di contributi, ritenute alla fonte, ferie, sicurezza sul lavoro e, spesso, contratti collettivi di settore. Ogni datore di lavoro deve registrarsi come tale e versare regolarmente le imposte sul reddito dei dipendenti e i contributi obbligatori.
Dal punto di vista fiscale, la Danimarca applica un’imposta sul reddito delle società con un’aliquota unica a livello nazionale e un sistema di tassazione personale progressivo per imprenditori individuali e soci persone fisiche. Le imprese devono presentare il bilancio e la dichiarazione dei redditi entro termini precisi, che variano in base alla forma giuridica e all’esercizio contabile. La mancata osservanza delle scadenze può comportare sanzioni, interessi e, nei casi più gravi, controlli approfonditi da parte dell’amministrazione finanziaria.
Per gli imprenditori stranieri, la Danimarca offre la possibilità di operare sia tramite una società danese sia tramite una succursale o un ufficio di rappresentanza di una società estera. In alcuni casi è necessario ottenere un permesso di soggiorno e lavoro prima di poter dirigere l’attività sul territorio danese, soprattutto se il titolare o i dirigenti non sono cittadini UE/SEE. È inoltre obbligatorio iscriversi al Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT) quando si forniscono temporaneamente servizi in Danimarca con personale distaccato dall’estero.
Nel complesso, il sistema danese premia la pianificazione accurata e la conformità. Una corretta scelta della forma giuridica, una buona organizzazione contabile e il rispetto delle regole fiscali e del lavoro permettono di sfruttare appieno i vantaggi del mercato danese, riducendo al minimo i rischi legali e amministrativi. Per questo motivo, molte imprese – soprattutto straniere – si affidano a consulenti locali di contabilità e fiscalità per garantire che ogni fase, dalla costituzione alla gestione quotidiana, sia in linea con la normativa vigente.
Come avviare un’attività in Danimarca
Avviare un’attività in Danimarca è relativamente semplice, ma richiede una buona pianificazione e il rispetto di procedure precise. Il sistema danese è fortemente digitalizzato: quasi tutte le pratiche si svolgono online, spesso tramite il portale ufficiale Virk.dk. Di seguito trovi una panoramica pratica dei passaggi fondamentali per costituire e avviare un’impresa danese.
1. Definire il modello di business e scegliere la forma giuridica
Il primo passo è chiarire che tipo di attività vuoi svolgere, quali saranno i tuoi clienti (B2B, B2C o entrambi), il volume di fatturato previsto e se lavorerai da solo o con soci. In base a questi elementi si sceglie la forma giuridica più adatta, ad esempio:
- microimpresa individuale (PMV) per attività molto piccole e a basso rischio
- ditta individuale (Enkeltmandsvirksomhed) se operi da solo e vuoi una struttura semplice
- società a responsabilità limitata (ApS) se desideri limitare la responsabilità e dare maggiore credibilità commerciale
- succursale di società estera se vuoi operare in Danimarca tramite una società già esistente in un altro Paese
La scelta della forma giuridica incide su responsabilità, tassazione, requisiti di capitale e obblighi contabili, quindi è consigliabile confrontarsi con un consulente prima della registrazione.
2. Verificare il nome dell’azienda
Prima di registrare l’impresa è necessario controllare che il nome commerciale non sia già utilizzato o troppo simile a quello di un’altra società registrata in Danimarca. La verifica si effettua online consultando il registro delle imprese (CVR-register). Il nome deve essere univoco e non fuorviante rispetto all’attività svolta.
3. Ottenere il numero di identificazione (CPR o CVR)
Per avviare un’attività in Danimarca è indispensabile disporre di un’identità danese:
- come persona fisica, tramite il numero CPR (per residenti)
- come impresa, tramite il numero CVR, che viene assegnato al momento della registrazione dell’azienda
Il numero CVR identifica l’impresa nei rapporti con le autorità fiscali, i clienti e i fornitori, e viene utilizzato su fatture, contratti e dichiarazioni fiscali.
4. Registrare l’impresa presso il registro danese (CVR)
La registrazione dell’impresa avviene online tramite Virk.dk. In base alla forma giuridica, dovrai fornire informazioni come:
- dati del titolare o dei soci (nome, indirizzo, CPR o dati della società estera)
- indirizzo legale dell’azienda in Danimarca
- descrizione dell’attività principale (codice NACE danese)
- forma giuridica scelta
- eventuale capitale sociale (per esempio, almeno 40.000 DKK per un ApS)
Per molte forme giuridiche la registrazione è gratuita, mentre per alcune società di capitali può essere previsto un costo amministrativo. La registrazione deve essere effettuata prima dell’inizio effettivo dell’attività economica.
5. Iscrizione a IVA e imposte
Se prevedi un fatturato annuo superiore a 50.000 DKK, è obbligatorio registrarsi ai fini IVA (moms). La registrazione IVA avviene contestualmente o successivamente alla registrazione dell’impresa, sempre tramite Virk.dk. In questa fase si definiscono anche:
- la periodicità di dichiarazione IVA (mensile, trimestrale o semestrale, in base al volume d’affari)
- l’iscrizione come datore di lavoro, se intendi assumere personale
- eventuali altri registri specifici per il settore (ad esempio per trasporti, costruzioni o servizi regolamentati)
La corretta registrazione IVA è fondamentale per poter emettere fatture valide, detrarre l’IVA sugli acquisti e rispettare gli obblighi di dichiarazione verso l’amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen).
6. Apertura di un conto bancario aziendale
Per le società di capitali (come ApS e A/S) è necessario aprire un conto bancario aziendale in Danimarca, sul quale versare il capitale sociale minimo richiesto. Anche per le ditte individuali è fortemente consigliato separare i conti personali da quelli dell’attività, per una migliore gestione contabile e fiscale.
Le banche danesi richiedono in genere:
- documento di identità e prova di residenza del titolare o degli amministratori
- documenti societari (atto costitutivo, statuto, certificato di registrazione CVR)
- descrizione dell’attività e stima del volume di transazioni
7. Organizzare la contabilità e la fatturazione
Fin dall’inizio è importante impostare un sistema contabile conforme alle regole danesi. Dovrai:
- scegliere un software di contabilità adatto al mercato danese
- stabilire procedure interne per la registrazione di entrate e uscite
- assicurarti che le fatture contengano tutti i dati obbligatori (CVR, importi, aliquota IVA, descrizione dei beni o servizi)
Molte imprese si affidano a un consulente contabile o a uno studio di revisione per garantire il rispetto delle scadenze fiscali e degli obblighi di rendicontazione.
8. Valutare l’assunzione di personale e gli obblighi del datore di lavoro
Se prevedi di assumere dipendenti in Danimarca, devi registrarti come datore di lavoro e rispettare gli obblighi relativi a:
- ritenute fiscali sul reddito dei dipendenti
- contributi alla sicurezza sociale e assicurazioni obbligatorie
- contratti di lavoro, ferie, orario di lavoro e norme in materia di salute e sicurezza
Molti settori sono regolati da contratti collettivi, che influenzano salari minimi, orari e condizioni di lavoro. È quindi importante informarsi sulle regole applicabili al tuo settore specifico.
9. Permessi di soggiorno e lavoro per imprenditori stranieri
Se non sei cittadino di un Paese UE/SEE o della Svizzera, per avviare e gestire un’attività in Danimarca potresti aver bisogno di un permesso di soggiorno e lavoro specifico per imprenditori. Le condizioni dipendono dal tipo di attività, dal piano aziendale e dall’investimento previsto. È consigliabile verificare i requisiti presso le autorità danesi per l’immigrazione prima di procedere con la costituzione dell’impresa.
10. Supporto professionale e pianificazione a lungo termine
Il quadro normativo danese è trasparente, ma può risultare complesso per chi non conosce la lingua o il sistema locale. Per questo molti imprenditori stranieri si affidano a:
- consulenti fiscali e contabili specializzati in imprese internazionali
- avvocati d’impresa per la scelta della forma giuridica e la redazione dei documenti societari
- consulenti del lavoro per la gestione del personale
Una buona pianificazione iniziale, unita a una gestione contabile accurata e al rispetto delle scadenze fiscali, è essenziale per costruire un’attività solida e sostenibile nel mercato danese.
Principali forme giuridiche d’impresa in Danimarca
In Danimarca esistono diverse forme giuridiche d’impresa, pensate per esigenze e dimensioni differenti: dal libero professionista alla grande società per azioni. La scelta della struttura legale incide su responsabilità, tassazione, modalità di rendicontazione e accesso al capitale. Conoscere le principali opzioni è fondamentale per impostare correttamente la propria attività fin dall’inizio.
Le forme più utilizzate sono:
- microimpresa individuale (Personligt ejet mindre virksomhed – PMV)
- ditta individuale (Enkeltmandsvirksomhed)
- società a responsabilità limitata (Anpartsselskab – ApS)
- società per azioni (Aktieselskab – A/S)
- succursale di società estera (Filial af udenlandsk selskab)
- società di persone (Interessentskab – I/S e Kommanditselskab – K/S)
- ufficio di rappresentanza (Salgskontor)
- cooperative e associazioni cooperative (Andelsforening / Brugsforening)
La normativa danese è relativamente flessibile e punta a favorire l’imprenditorialità, ma prevede requisiti chiari in termini di capitale minimo, responsabilità dei soci e obblighi contabili. In generale:
- le imprese individuali (PMV ed Enkeltmandsvirksomhed) non richiedono capitale minimo e non hanno personalità giuridica distinta dal titolare
- le società di capitali (ApS e A/S) hanno personalità giuridica autonoma e responsabilità limitata al capitale conferito
- le società di persone (I/S e K/S) prevedono in tutto o in parte responsabilità illimitata dei soci
- succursali e uffici di rappresentanza dipendono giuridicamente dalla casa madre estera
La scelta della forma giuridica dipende in particolare da:
- livello di rischio e necessità di protezione del patrimonio personale
- ammontare del capitale da investire e accesso a investitori esterni
- numero di soci o partner coinvolti
- obblighi di bilancio e trasparenza verso terzi
- pianificazione fiscale e prospettive di crescita
Per le attività di piccole dimensioni e a basso rischio, la microimpresa PMV o la ditta individuale sono spesso il punto di partenza più semplice. Per progetti con maggiore fabbisogno di capitale, presenza di più soci o investitori, o per attività che richiedono un’immagine più strutturata sul mercato danese, la forma più comune è l’ApS, mentre l’A/S è tipica delle imprese di grandi dimensioni o con piani di quotazione e raccolta di capitali su larga scala.
È importante considerare anche gli obblighi di registrazione presso il CVR-register (registro centrale delle imprese), le regole in materia di IVA e ritenute alla fonte sui salari, nonché i requisiti di bilancio e revisione contabile, che diventano più stringenti man mano che l’impresa cresce di dimensioni e complessità.
Una corretta analisi preventiva, preferibilmente con il supporto di un consulente contabile che conosca la normativa danese, permette di individuare la forma giuridica più adatta e di evitare successive e costose ristrutturazioni societarie.
Microimpresa individuale (PMV – Personligt ejet mindre virksomhed)
La microimpresa individuale danese (PMV – Personligt ejet mindre virksomhed) è la forma più semplice e leggera per iniziare un’attività in Danimarca. È pensata per imprenditori con un volume d’affari limitato e senza dipendenti, che desiderano testare un’idea di business con pochi adempimenti amministrativi.
Dal punto di vista giuridico, la PMV non è una società distinta dalla persona fisica: l’imprenditore e l’attività coincidono. Questo significa che il titolare risponde illimitatamente con il proprio patrimonio personale per i debiti dell’impresa, ma beneficia anche di una gestione contabile e fiscale molto semplificata rispetto alle società di capitali.
Requisiti principali per la PMV
Per registrare una microimpresa individuale in Danimarca è necessario rispettare alcune condizioni di base:
- il titolare deve essere una persona fisica maggiorenne con diritto di soggiorno e lavoro in Danimarca
- l’attività non può avere dipendenti; se si assume anche un solo lavoratore, è necessario passare a un’altra forma (ad esempio enkeltmandsvirksomhed)
- il fatturato annuo previsto deve rimanere contenuto; al superamento di determinate soglie di ricavi o complessità operativa, è consigliabile trasformare l’attività in un’altra forma giuridica
- l’attività deve essere registrata presso il Registro delle imprese danese (Erhvervsstyrelsen) e ottenere un numero CVR
La PMV è particolarmente adatta a consulenti, freelance, piccoli artigiani, attività online e servizi occasionali, soprattutto nella fase iniziale del progetto imprenditoriale.
Registrazione e adempimenti iniziali
La registrazione della microimpresa individuale avviene online tramite il portale dell’amministrazione danese. In fase di registrazione è necessario indicare:
- dati anagrafici del titolare e numero CPR
- denominazione dell’attività (che può coincidere con il nome del titolare)
- indirizzo in Danimarca
- descrizione dell’attività economica (codice NACE danese)
- eventuale registrazione ai fini IVA, se obbligatoria o scelta volontariamente
La procedura è relativamente rapida e, una volta completata, l’impresa riceve il numero CVR, necessario per emettere fatture, stipulare contratti e interagire con le autorità fiscali danesi.
Responsabilità e rischi per il titolare
Poiché la PMV non ha personalità giuridica distinta, il titolare:
- è personalmente responsabile di tutti i debiti e obbligazioni dell’attività
- risponde con il proprio patrimonio personale (conti bancari, beni mobili e immobili), salvo eventuali tutele specifiche previste dalla normativa danese in casi particolari
- è direttamente parte nei contratti stipulati con clienti, fornitori e istituti di credito
Prima di scegliere la forma di microimpresa individuale è quindi importante valutare il livello di rischio dell’attività (ad esempio esposizione a contenziosi, investimenti elevati, contratti di lunga durata) e, se necessario, considerare forme con responsabilità limitata come l’ApS.
Obblighi contabili e rendicontazione
La contabilità di una PMV è molto più semplice rispetto a quella di una società di capitali. In linea generale, il titolare deve:
- tenere una contabilità ordinata e verificabile di ricavi e costi
- conservare fatture, ricevute e documenti giustificativi per il periodo richiesto dalla normativa danese
- preparare un rendiconto annuale per determinare il reddito imponibile da dichiarare come persona fisica
Non è obbligatoria la redazione di un bilancio secondo gli standard delle società (come per ApS o A/S), né è richiesto il deposito pubblico del bilancio, a meno che l’attività non cresca oltre i limiti tipici di una microimpresa individuale.
PMV e IVA in Danimarca
La registrazione ai fini IVA (moms) dipende dal volume d’affari. In Danimarca, un’impresa – inclusa la PMV – deve registrarsi ai fini IVA quando il fatturato imponibile annuo supera una soglia stabilita dalla legge. Sotto tale soglia, la registrazione può essere facoltativa.
Se la microimpresa si registra ai fini IVA, dovrà:
- addebitare l’IVA sulle fatture emesse ai clienti, applicando l’aliquota danese pertinente
- presentare dichiarazioni IVA periodiche tramite il sistema elettronico dell’amministrazione fiscale
- versare l’IVA dovuta entro le scadenze previste, tenendo conto dell’IVA detraibile sugli acquisti
Se invece l’attività rimane al di sotto della soglia e non si registra volontariamente, non addebita IVA ai clienti ma non può nemmeno detrarre l’IVA sugli acquisti. La scelta va valutata in base alla struttura dei costi e al tipo di clientela (privati o soggetti IVA).
Trattamento fiscale del reddito da PMV
Il reddito generato dalla microimpresa individuale è tassato direttamente in capo al titolare come reddito personale. Il risultato dell’attività (ricavi meno costi deducibili) viene incluso nella dichiarazione dei redditi del titolare e tassato secondo le aliquote progressive danesi per le persone fisiche.
Il titolare può dedurre le spese direttamente collegate all’attività, come:
- costi di materiali, merci e servizi utilizzati per l’attività
- spese di trasporto e trasferte legate al lavoro
- una parte dei costi domestici, se l’abitazione è utilizzata come sede dell’attività, nel rispetto delle regole fiscali
- ammortamenti su beni strumentali utilizzati nell’impresa
In alcuni casi è possibile scegliere regimi fiscali specifici per le imprese individuali, che consentono una gestione più flessibile del reddito e degli investimenti. La scelta del regime va valutata attentamente, considerando il livello di reddito, gli investimenti previsti e la situazione personale complessiva del titolare.
Vantaggi e limiti della microimpresa individuale
La PMV offre numerosi vantaggi per chi vuole iniziare un’attività in Danimarca con rischi contenuti:
- procedura di costituzione semplice e rapida
- bassi costi amministrativi e contabili
- assenza di capitale minimo obbligatorio
- gestione flessibile, adatta a progetti pilota, attività secondarie o freelance
Allo stesso tempo, presenta alcuni limiti importanti:
- responsabilità illimitata del titolare per i debiti dell’attività
- impossibilità di avere dipendenti mantenendo lo status di PMV
- minore percezione di solidità rispetto a una società di capitali da parte di banche e partner commerciali
Per questi motivi, la microimpresa individuale è spesso utilizzata come forma di avvio: quando il volume d’affari cresce, aumentano i rischi o si rende necessario assumere personale, molti imprenditori scelgono di trasformare la propria attività in enkeltmandsvirksomhed o in una società a responsabilità limitata (ApS).
Una pianificazione preventiva con un consulente contabile che conosce la normativa danese permette di sfruttare al meglio i vantaggi della PMV e programmare per tempo l’eventuale passaggio a forme giuridiche più strutturate.
Ditta individuale (Enkeltmandsvirksomhed)
La ditta individuale danese (Enkeltmandsvirksomhed) è una delle forme più semplici e diffuse per avviare un’attività in Danimarca, soprattutto per liberi professionisti, consulenti, artigiani e piccoli imprenditori. L’imprenditore e l’azienda sono giuridicamente la stessa entità: non esiste separazione tra patrimonio privato e patrimonio dell’impresa.
Caratteristiche principali della ditta individuale
La ditta individuale non ha personalità giuridica propria. Il titolare:
- è personalmente e illimitatamente responsabile per tutti i debiti e gli obblighi dell’attività
- tiene la contabilità e presenta la dichiarazione dei redditi come persona fisica
- può utilizzare il proprio CPR-nummer (numero personale) e riceve un CVR-nummer per l’attività, se registrata
Non è richiesto alcun capitale sociale minimo, il che rende questa forma particolarmente adatta per chi vuole testare un’idea di business con costi di avvio contenuti.
Registrazione e requisiti formali
La registrazione della ditta individuale avviene tramite il portale Virk.dk. È obbligatoria quando:
- si prevede un fatturato annuo superiore a 50.000 DKK (obbligo di registrazione IVA)
- si hanno dipendenti (obbligo di registrazione come datore di lavoro)
- si esercita un’attività continuativa con finalità di lucro in Danimarca
In fase di registrazione vengono normalmente attivati:
- il numero di partita IVA danese (momsregistrering)
- l’iscrizione come datore di lavoro, se necessario
- gli eventuali codici di attività (branchekode) pertinenti
Responsabilità dell’imprenditore
Il titolare di una Enkeltmandsvirksomhed risponde con tutti i propri beni personali per i debiti dell’azienda, inclusi prestiti bancari, debiti verso fornitori e debiti fiscali. Non esiste limite legale alla responsabilità, a differenza delle società a responsabilità limitata (ApS).
Per ridurre il rischio, è prassi comune:
- separare i conti bancari privati da quelli dell’attività
- stipulare adeguate polizze assicurative professionali e di responsabilità civile
- valutare, al crescere del fatturato e del rischio, la trasformazione in una società di capitali
Contabilità e obblighi di rendicontazione
La ditta individuale è soggetta agli obblighi contabili danesi, che variano in base a dimensione e fatturato. In linea generale, il titolare deve:
- registrare in modo sistematico tutte le entrate e le uscite
- conservare la documentazione contabile (fatture, contratti, estratti conto) per almeno 5 anni
- presentare le dichiarazioni IVA nei termini stabiliti (mensili, trimestrali o semestrali a seconda del volume d’affari)
- presentare la dichiarazione dei redditi personale con i risultati dell’attività
Le micro imprese senza dipendenti e con fatturato limitato possono spesso utilizzare una contabilità semplificata, ma è comunque necessario rispettare le regole di bogføringsloven (legge sulla contabilità) e le indicazioni dell’amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen).
Trattamento fiscale della ditta individuale
La ditta individuale non è soggetta all’imposta sul reddito delle società. Il reddito dell’attività viene tassato direttamente in capo alla persona fisica titolare, secondo le aliquote progressive danesi per le persone fisiche, che comprendono:
- imposta comunale sul reddito (in media tra il 24% e il 27% circa, variabile a seconda del comune)
- imposta sanitaria statale (circa 8–10%, inclusa nel sistema complessivo)
- imposta statale sul reddito a scaglioni:
- aliquota inferiore (circa il 12%) oltre una determinata soglia di reddito imponibile
- aliquota superiore (circa il 15%) per i redditi più elevati oltre un secondo scaglione
- contributi al mercato del lavoro (AM-bidrag) pari all’8% del reddito da lavoro e da attività
Il carico fiscale effettivo dipende dalla combinazione di questi elementi, dalle deduzioni personali e dalle spese deducibili dell’attività.
Regime del reddito d’impresa (Virksomhedsordningen)
I titolari di Enkeltmandsvirksomhed possono, a determinate condizioni, optare per il regime speciale del reddito d’impresa (Virksomhedsordningen). Questo sistema consente di:
- separare fiscalmente il reddito dell’attività dal reddito privato
- dedurre gli interessi passivi dell’attività con un trattamento più favorevole
- rinviare la tassazione di parte degli utili, applicando un’imposta provvisoria allineata all’aliquota dell’imposta sulle società (circa il 22%) sulla quota di reddito lasciata nell’impresa
La scelta di questo regime richiede una contabilità più strutturata e il rispetto di regole specifiche su prelievi privati, riserve e calcolo degli interessi. È consigliabile una valutazione con un consulente contabile prima di optare per il regime.
IVA e altri obblighi fiscali
Se il fatturato annuo supera 50.000 DKK, la ditta individuale deve registrarsi ai fini IVA (moms). L’aliquota standard dell’IVA in Danimarca è del 25% e si applica alla maggior parte di beni e servizi, con alcune esenzioni specifiche (ad esempio per determinati servizi finanziari, sanitari e di istruzione).
Il titolare deve:
- addebitare il 25% di IVA sulle fatture, quando dovuto
- registrare separatamente IVA a debito e a credito
- presentare le dichiarazioni IVA e versare l’imposta entro le scadenze stabilite, in base al volume d’affari
Se la ditta individuale ha dipendenti, sorgono ulteriori obblighi come:
- registrazione come datore di lavoro presso SKAT
- versamento delle ritenute fiscali sul salario e dei contributi al mercato del lavoro
- osservanza delle norme sul lavoro danesi, inclusi orari, ferie e assicurazioni obbligatorie
Vantaggi e svantaggi della Enkeltmandsvirksomhed
Tra i principali vantaggi:
- procedura di costituzione semplice e rapida
- assenza di capitale sociale minimo
- struttura amministrativa e contabile generalmente meno complessa rispetto alle società di capitali
- maggiore flessibilità nella gestione quotidiana dell’attività
Gli svantaggi principali riguardano:
- responsabilità illimitata del titolare con il proprio patrimonio personale
- possibile carico fiscale elevato sui redditi più alti, se non si utilizza un regime fiscale ottimizzato
- percezione talvolta meno “corporate” presso banche e partner rispetto a una società di capitali
Quando scegliere la ditta individuale
La Enkeltmandsvirksomhed è spesso la scelta più adatta quando:
- si avvia un’attività da soli, senza soci
- il rischio economico iniziale è contenuto
- il fatturato previsto è limitato o incerto nelle fasi iniziali
- si desidera testare il mercato danese prima di passare a una struttura societaria più complessa
Con la crescita del business, dell’esposizione finanziaria o del numero di dipendenti, può essere opportuno valutare la trasformazione in una società a responsabilità limitata (ApS) per limitare la responsabilità personale e ottimizzare la pianificazione fiscale.
Società a responsabilità limitata (ApS – Anpartsselskab)
La società a responsabilità limitata danese (ApS – Anpartsselskab) è una delle forme giuridiche più utilizzate in Danimarca, sia da imprenditori locali sia da investitori stranieri. Combina una struttura societaria flessibile con una chiara separazione tra il patrimonio della società e quello dei soci, rendendola adatta a piccole e medie imprese, startup e filiali operative di gruppi esteri.
Capitale sociale minimo e conferimenti
Per costituire un ApS è richiesto un capitale sociale minimo di 40.000 DKK. Il capitale può essere versato in denaro o, a determinate condizioni, in beni in natura (conferimenti in kind), che devono essere valutati da un revisore autorizzato danese.
Il capitale deve essere interamente sottoscritto alla costituzione. È possibile effettuare il versamento su un conto bancario dedicato alla società in fase di costituzione; la banca rilascia una conferma del deposito da allegare alla documentazione di registrazione.
Responsabilità dei soci e struttura proprietaria
La responsabilità dei soci è limitata al conferimento effettuato. I creditori sociali non possono rivalersi, in via ordinaria, sul patrimonio personale dei soci oltre l’importo del capitale sottoscritto e non versato.
Un ApS può essere costituito da un solo socio (persona fisica o giuridica), senza limiti massimi al numero di soci. Non esistono requisiti di cittadinanza o residenza per i soci, il che rende questa forma societaria particolarmente interessante per investitori stranieri.
Organi societari e gestione
La gestione ordinaria di un ApS è affidata a uno o più amministratori (direttori). È possibile prevedere anche un consiglio di amministrazione, ma per molte piccole e medie imprese è sufficiente una struttura con un solo direttore.
Le decisioni fondamentali (modifiche dello statuto, approvazione del bilancio, distribuzione degli utili, nomina e revoca degli amministratori) sono prese dall’assemblea dei soci. Le regole di voto e le maggioranze richieste sono disciplinate dallo statuto e dalla legislazione danese sulle società.
Per la maggior parte degli ApS non è obbligatoria la presenza di un consiglio di sorveglianza. Tuttavia, al superamento di determinati limiti dimensionali in termini di fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti, possono scattare obblighi aggiuntivi di governance e di revisione.
Requisiti di sede e registrazione
Un ApS deve avere una sede legale in Danimarca. L’indirizzo deve essere registrato presso il Registro delle Imprese danese (Erhvervsstyrelsen) e utilizzato per la corrispondenza ufficiale con le autorità.
La costituzione avviene tramite registrazione elettronica sul portale ufficiale danese per le imprese. In questa fase vengono comunicati, tra l’altro:
- denominazione sociale
- indirizzo della sede
- dati dei soci e delle loro partecipazioni
- dati degli amministratori
- ammontare del capitale sociale e sua composizione
- oggetto sociale
Dopo la registrazione, alla società viene attribuito un numero CVR (equivalente al numero di registrazione dell’impresa), necessario per tutti i rapporti con le autorità fiscali, previdenziali e con i partner commerciali.
Regime fiscale di base dell’ApS
Un ApS è soggetto all’imposta sul reddito delle società danese con un’aliquota proporzionale del 22% sugli utili imponibili. La società è tenuta a presentare annualmente la dichiarazione dei redditi e a effettuare acconti d’imposta secondo le scadenze previste dall’amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen).
Se l’ApS svolge attività imponibili in Danimarca e supera la soglia di fatturato prevista per la registrazione IVA, deve registrarsi ai fini dell’IVA danese e applicare l’aliquota ordinaria del 25% sulla maggior parte di beni e servizi, salvo eccezioni espressamente previste dalla legge.
Distribuzione degli utili e tassazione dei dividendi
Gli utili possono essere distribuiti ai soci sotto forma di dividendi, a condizione che la società disponga di riserve distribuibili sufficienti e che sia rispettato il principio di tutela del capitale. La decisione di distribuzione è assunta dall’assemblea dei soci in sede di approvazione del bilancio o tramite dividendi intermedi se consentiti dallo statuto.
I dividendi corrisposti a soci persone fisiche residenti in Danimarca sono soggetti a tassazione progressiva secondo le regole danesi sui redditi da capitale. Per i soci non residenti possono applicarsi ritenute alla fonte e, se esiste una convenzione contro le doppie imposizioni tra la Danimarca e il Paese di residenza del socio, possono essere previsti regimi agevolati o riduzioni dell’aliquota.
Obblighi contabili e di bilancio
Un ApS deve tenere una contabilità ordinaria conforme ai principi contabili danesi e alle norme in materia di rendicontazione. È obbligatoria la redazione di un bilancio annuale, che deve essere approvato dai soci e depositato presso il Registro delle Imprese entro i termini di legge.
In base alle dimensioni della società (fatturato, totale di bilancio, numero di dipendenti), l’ApS può rientrare in diverse classi di rendicontazione, con requisiti differenti in termini di dettaglio delle informazioni e di obbligo di revisione legale dei conti. Le società che superano determinate soglie sono tenute a nominare un revisore esterno autorizzato in Danimarca.
Vantaggi e svantaggi dell’ApS
Tra i principali vantaggi di una società a responsabilità limitata danese si possono evidenziare:
- limitazione della responsabilità dei soci al capitale conferito
- immagine professionale e credibilità nei confronti di clienti, fornitori e istituti di credito
- possibilità di ingresso di nuovi soci e investitori tramite cessione di quote
- struttura adatta a crescere e ad attrarre capitali, anche esteri
Gli svantaggi principali, rispetto a forme più semplici come la ditta individuale, sono:
- capitale minimo iniziale di 40.000 DKK
- maggiori obblighi amministrativi, contabili e di rendicontazione
- costi di costituzione, gestione e, se richiesto, revisione legale
ApS per imprenditori e investitori stranieri
Per imprenditori stranieri che desiderano operare stabilmente in Danimarca, l’ApS rappresenta spesso la soluzione più equilibrata tra tutela patrimoniale, credibilità sul mercato e flessibilità operativa. Non è necessario che i soci siano residenti in Danimarca, ma possono essere richiesti requisiti specifici per gli amministratori in relazione alla gestione pratica e ai rapporti con le autorità locali.
Prima di procedere alla costituzione, è consigliabile analizzare con attenzione il modello di business, la struttura del gruppo (se esistente), il regime fiscale applicabile e gli obblighi contabili, in modo da scegliere la configurazione più efficiente e conforme alla normativa danese.
Società per azioni (A/S – Aktieselskab)
La società per azioni danese (A/S – Aktieselskab) è una forma societaria pensata per imprese di dimensioni medio‑grandi, che richiedono una struttura più formale, accesso a capitali significativi e, potenzialmente, quotazione in borsa. È spesso scelta da gruppi internazionali e da aziende che intendono coinvolgere più investitori, mantenendo una chiara separazione tra proprietà e gestione.
Un’A/S è una persona giuridica autonoma: risponde delle proprie obbligazioni esclusivamente con il proprio patrimonio. Gli azionisti non sono personalmente responsabili per i debiti sociali oltre l’ammontare del capitale sottoscritto.
Capitale sociale minimo e conferimenti
Per costituire una società per azioni in Danimarca è richiesto un capitale sociale minimo di 400.000 DKK. Al momento della costituzione deve essere versato almeno il 25% del capitale sottoscritto, ma comunque non meno di 100.000 DKK. Il capitale può essere conferito in denaro o in natura, purché i conferimenti in natura siano oggetto di una valutazione formale da parte di un revisore autorizzato e descritti in un apposito documento allegato all’atto costitutivo.
Le azioni possono essere nominative o al portatore (se dematerializzate e registrate nel sistema danese di compensazione e deposito titoli), con o senza diritto di voto, a seconda di quanto previsto dallo statuto. È possibile emettere diverse classi di azioni con diritti economici e di voto differenziati.
Struttura organizzativa e organi sociali
L’A/S deve avere una struttura di governance più articolata rispetto ad altre forme societarie danesi. Sono obbligatori:
- Consiglio di amministrazione o consiglio di sorveglianza, composto da almeno tre membri non supplenti
- Direzione esecutiva (management), con uno o più direttori responsabili della gestione quotidiana
In un modello tradizionale, il consiglio di amministrazione nomina e supervisiona la direzione esecutiva. In alternativa, è possibile adottare una struttura dualistica con consiglio di sorveglianza e direzione, ma in ogni caso è richiesta una chiara separazione tra funzioni di controllo e gestione operativa.
Se la società impiega mediamente almeno 35 dipendenti in Danimarca, i lavoratori hanno il diritto di eleggere rappresentanti nel consiglio di amministrazione o di sorveglianza, in numero fino alla metà dei membri eletti dagli azionisti.
Costituzione di una A/S in Danimarca
La costituzione di una società per azioni richiede:
- Redazione dell’atto costitutivo e dello statuto con indicazione di denominazione, sede, oggetto sociale, capitale, struttura degli organi e regole di rappresentanza
- Versamento del capitale minimo richiesto, con documentazione bancaria o relazione di conferimento in natura
- Registrazione presso il Registro delle Imprese danese (Erhvervsstyrelsen) tramite il portale online
- Richiesta del numero di identificazione aziendale (CVR-nummer)
La registrazione deve avvenire entro un termine breve dalla firma dell’atto costitutivo; solo dopo l’iscrizione la società acquisisce piena personalità giuridica. In fase di costituzione è possibile richiedere contestualmente la registrazione ai fini IVA e come datore di lavoro, se la società prevede di avere dipendenti o di superare le soglie di fatturato rilevanti ai fini IVA.
Responsabilità degli azionisti e trasferimento delle azioni
Gli azionisti di una A/S non rispondono personalmente dei debiti della società. Il rischio è limitato al capitale investito, salvo casi eccezionali di responsabilità personale (ad esempio, in caso di gravi violazioni di legge o di gestione manifestamente irresponsabile).
Le azioni sono liberamente trasferibili, salvo restrizioni previste dallo statuto, come clausole di prelazione, gradimento o lock‑up. I trasferimenti di azioni devono essere registrati nel libro soci o nel sistema elettronico di registrazione titoli, per rendere opponibile il trasferimento e consentire l’esercizio dei diritti di voto e dei diritti patrimoniali.
Obblighi contabili e di bilancio
Le società per azioni danesi sono soggette a obblighi contabili e di rendicontazione più stringenti rispetto ad altre forme giuridiche. Tra i principali:
- Tenuta di una contabilità ordinata e conforme alle norme danesi
- Redazione del bilancio annuale secondo la Danish Financial Statements Act, con classificazione in classe di grandezza (A, B, C, D) in base a fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti
- Deposito del bilancio presso il Registro delle Imprese entro il termine legale successivo alla chiusura dell’esercizio
La maggior parte delle A/S rientra in categorie per le quali è obbligatoria la revisione legale dei conti da parte di un revisore danese autorizzato. Solo le società molto piccole, che rispettano contemporaneamente determinati limiti di fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti, possono beneficiare di esenzioni o revisioni semplificate, se previste dalla normativa vigente.
Fiscalità delle società per azioni (A/S)
Dal punto di vista fiscale, una A/S è un soggetto passivo d’imposta separato. L’utile imponibile è tassato con l’imposta sul reddito delle società secondo l’aliquota in vigore in Danimarca. La società è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi societaria e a versare acconti d’imposta durante l’anno fiscale, con eventuale conguaglio a saldo.
Se la società svolge attività imponibili ai fini IVA e supera la soglia di fatturato prevista dalla legge, deve registrarsi ai fini IVA e applicare l’IVA danese alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rilevanti, con obbligo di presentare dichiarazioni periodiche e versare l’imposta dovuta.
La distribuzione di dividendi agli azionisti è soggetta a ritenuta alla fonte secondo le aliquote e le regole previste dalla normativa danese, tenendo conto di eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni applicabili ai soci non residenti.
Vantaggi e svantaggi della A/S per imprenditori stranieri
La scelta di costituire una società per azioni in Danimarca offre diversi vantaggi:
- Elevata credibilità presso banche, investitori e partner commerciali
- Possibilità di raccogliere capitali da più azionisti e di strutturare diverse classi di azioni
- Responsabilità limitata degli azionisti al capitale conferito
- Struttura adatta a gruppi internazionali e a operazioni di M&A
D’altro canto, occorre considerare alcuni svantaggi:
- Capitale minimo richiesto significativamente più elevato rispetto all’ApS
- Struttura di governance più complessa e costosa da gestire
- Obblighi di revisione e di rendicontazione più rigorosi
Per imprenditori stranieri che intendono stabilire una presenza stabile in Danimarca, la A/S rappresenta una soluzione particolarmente indicata quando si prevede un’attività di dimensioni rilevanti, la necessità di coinvolgere più investitori o l’integrazione in un gruppo societario internazionale. Una consulenza contabile e legale specializzata in normativa danese è fondamentale per valutare correttamente costi, benefici e adempimenti connessi a questa forma societaria.
Succursale di società estera (Filial af udenlandsk selskab)
La succursale di una società estera (filial af udenlandsk selskab) è una struttura operativa della casa madre che svolge attività economica stabile in Danimarca senza costituire una nuova persona giuridica danese. Dal punto di vista legale e fiscale, la succursale è parte integrante della società estera, che rimane responsabile di tutti gli obblighi e dei debiti contratti in Danimarca.
Questa forma è spesso scelta da imprese straniere che desiderano testare il mercato danese o gestire progetti locali con una presenza stabile, mantenendo però il baricentro giuridico e decisionale nel Paese d’origine.
Caratteristiche principali della succursale danese
La succursale non ha capitale sociale proprio né un patrimonio separato dalla casa madre. Non esiste un requisito minimo di capitale per l’apertura, ma la società estera deve dimostrare solidità finanziaria e continuità operativa. La succursale opera con una propria partita IVA danese e un numero di registrazione (CVR-nummer), ma tutti i diritti e gli obblighi fanno capo alla società estera.
La succursale deve avere un indirizzo in Danimarca e un rappresentante responsabile, che può essere un amministratore locale o un procuratore nominato dalla casa madre. Non è obbligatorio che il rappresentante sia residente in Danimarca, ma è necessario che sia in grado di rappresentare legalmente la succursale di fronte alle autorità danesi.
Registrazione presso il Registro delle Imprese danese
Per poter operare, la succursale deve essere registrata presso il Registro delle Imprese (Erhvervsstyrelsen) tramite il portale online. In fase di registrazione è normalmente richiesto:
- atto costitutivo e statuto aggiornato della società estera
- certificato di registrazione della casa madre rilasciato dall’autorità competente del Paese d’origine
- decisione formale dell’organo amministrativo della società estera di aprire una succursale in Danimarca
- dati identificativi del rappresentante della succursale e dei membri dell’organo amministrativo della casa madre
- indirizzo della succursale in Danimarca e descrizione dell’attività esercitata
Dopo la registrazione, la succursale riceve il proprio numero CVR e, se svolge attività soggette a IVA, viene registrata anche ai fini IVA presso l’Amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen). La registrazione IVA è obbligatoria se il fatturato imponibile in Danimarca supera 50.000 DKK in un periodo di 12 mesi.
Responsabilità e rapporti con la casa madre
Poiché la succursale non è una società autonoma, la responsabilità per le obbligazioni assunte in Danimarca ricade interamente sulla casa madre. I creditori danesi possono rivalersi direttamente sulla società estera. Non esiste una limitazione di responsabilità specifica legata alla succursale, a differenza di quanto avviene per una società a responsabilità limitata danese (ApS) o per una società per azioni (A/S).
La succursale deve utilizzare la denominazione della casa madre, eventualmente accompagnata dall’indicazione “filial af” e dal Paese d’origine. Nella corrispondenza commerciale e sui documenti ufficiali devono essere indicati il numero CVR della succursale e i dati identificativi essenziali della società estera.
Obblighi contabili e bilancio della succursale
La succursale è tenuta a tenere una contabilità separata per le attività svolte in Danimarca, in modo da poter determinare correttamente il reddito imponibile danese. La contabilità deve essere tenuta in conformità alle norme danesi in materia di scritture contabili e conservazione dei documenti.
In linea generale, la succursale deve:
- registrare tutte le operazioni rilevanti ai fini fiscali e IVA in Danimarca
- preparare un rendiconto annuale delle attività danesi, coerente con il bilancio consolidato o individuale della casa madre
- presentare le dichiarazioni fiscali annuali e le dichiarazioni IVA periodiche secondo le scadenze danesi
Se la casa madre è soggetta all’obbligo di deposito del bilancio nel proprio Paese, le autorità danesi possono richiedere copia del bilancio approvato, con eventuale traduzione, per verificare la situazione complessiva del gruppo. A seconda delle dimensioni e della natura dell’attività, possono essere richieste anche relazioni di revisione o ulteriori documenti giustificativi.
Trattamento fiscale della succursale in Danimarca
Dal punto di vista fiscale, la succursale è considerata una stabile organizzazione della società estera in Danimarca. È quindi soggetta all’imposta sul reddito delle società danese (corporate income tax) sul reddito attribuibile alle attività svolte nel territorio danese.
L’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società in Danimarca è pari a 22%. La base imponibile è costituita dal risultato fiscale della succursale, determinato secondo le regole danesi, con possibilità di dedurre i costi direttamente collegati all’attività danese. È fondamentale applicare criteri di ripartizione dei ricavi e dei costi tra casa madre e succursale conformi al principio di libera concorrenza (arm’s length), soprattutto in presenza di transazioni infragruppo, licenze, servizi centrali o finanziamenti interni.
La succursale deve presentare annualmente la dichiarazione dei redditi delle società in Danimarca e versare eventuali acconti d’imposta secondo il sistema danese di prelievo. Gli utili tassati in Danimarca possono essere successivamente considerati nel Paese d’origine della casa madre in base alla normativa nazionale e alle eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni applicabili tra la Danimarca e lo Stato di residenza della società estera.
IVA e altri obblighi per la succursale
Se la succursale effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili in Danimarca, deve essere registrata ai fini IVA. L’aliquota ordinaria dell’IVA danese è del 25% e si applica alla maggior parte dei beni e servizi. La succursale è tenuta a:
- emettere fatture conformi alle regole danesi
- calcolare e addebitare l’IVA sulle operazioni imponibili
- presentare dichiarazioni IVA periodiche (mensili, trimestrali o semestrali, a seconda del volume d’affari)
- versare l’IVA dovuta al fisco danese, al netto dell’IVA detraibile sugli acquisti
Se la succursale impiega personale in Danimarca, assume anche gli obblighi tipici del datore di lavoro danese: registrazione come datore di lavoro, ritenute alla fonte sull’imposta sul reddito dei dipendenti, contributi sociali obbligatori e rispetto delle normative sul lavoro e sulla sicurezza.
Vantaggi e svantaggi rispetto a una società danese
La scelta tra succursale e società danese (ad esempio ApS) dipende dalla strategia dell’impresa estera, dal livello di rischio e dalla durata prevista della presenza in Danimarca.
Tra i principali vantaggi della succursale si possono evidenziare:
- assenza di capitale sociale minimo specifico in Danimarca
- struttura più semplice da chiudere rispetto a una società danese autonoma
- maggiore integrazione operativa e finanziaria con la casa madre
Tra i possibili svantaggi:
- responsabilità illimitata della casa madre per le obbligazioni della succursale
- maggiore esposizione della società estera alla giurisdizione danese
- percezione commerciale talvolta meno “locale” rispetto a una società danese con capitale proprio
Per valutare correttamente l’apertura di una succursale in Danimarca è consigliabile analizzare la struttura del gruppo, i flussi di reddito previsti, le convenzioni fiscali applicabili e gli aspetti operativi legati a contabilità, IVA e gestione del personale. Un’impostazione corretta fin dall’inizio consente di ridurre il rischio fiscale e amministrativo e di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mercato danese.
Società in nome collettivo (I/S – Interessentskab)
La società in nome collettivo danese (I/S – Interessentskab) è una forma di partnership in cui due o più persone fisiche o giuridiche esercitano un’attività economica congiunta e condividono in modo diretto utili, perdite e responsabilità. Non è una società di capitali: non esiste una netta separazione tra patrimonio dell’impresa e patrimonio personale dei soci, e questo aspetto è centrale nella valutazione se scegliere o meno questa forma giuridica.
Un I/S è spesso utilizzato da professionisti, piccole attività di consulenza, studi tecnici o imprese familiari che desiderano una struttura flessibile, con costi di gestione contenuti e una governance basata principalmente su accordi contrattuali tra i soci.
Caratteristiche giuridiche e responsabilità dei soci
L’Interessentskab non ha personalità giuridica distinta dai soci. Dal punto di vista legale, l’attività è esercitata congiuntamente dai partner, che rispondono in modo illimitato e solidale per i debiti della società. Ciò significa che:
- ogni socio può essere chiamato a rispondere con l’intero proprio patrimonio personale per le obbligazioni dell’I/S
- i creditori possono rivalersi su un singolo socio per l’intero debito, lasciando poi ai soci il diritto di regresso interno
- non è previsto un capitale sociale minimo obbligatorio per legge
Proprio per la responsabilità illimitata, è essenziale che i soci definiscano con precisione, in un contratto di partnership, i rapporti interni, i poteri di rappresentanza, le modalità di ripartizione di utili e perdite e le regole di uscita o ingresso di nuovi partner.
Costituzione e registrazione di un I/S in Danimarca
Un I/S può essere costituito da almeno due soci (persone fisiche o società). Non è richiesto un atto notarile, ma è fortemente consigliata la redazione di un contratto di partnership scritto, che disciplini:
- l’oggetto dell’attività e la denominazione dell’impresa
- le quote di partecipazione agli utili e alle perdite
- chi rappresenta l’I/S verso l’esterno e con quali limiti
- le regole per il recesso, l’esclusione o la morte di un socio
- la procedura in caso di scioglimento o liquidazione
Dal punto di vista formale, l’I/S deve essere registrato presso il Registro delle Imprese danese (Erhvervsstyrelsen) se:
- l’attività è esercitata in modo continuativo e con finalità di lucro
- almeno uno dei soci è una persona giuridica (ad esempio una ApS o una A/S)
La registrazione avviene online tramite il portale ufficiale danese per le imprese (Virk), con attribuzione di un numero di identificazione (CVR-nummer). Se l’I/S supera determinate soglie di fatturato o impiega personale, sarà necessario registrarsi anche ai fini IVA e come datore di lavoro.
Trattamento fiscale dell’Interessentskab
Dal punto di vista fiscale, un I/S è considerato in Danimarca una entità fiscalmente trasparente. Ciò significa che:
- l’I/S di norma non è soggetto a imposta sul reddito delle società
- gli utili e le perdite sono imputati direttamente ai soci, in proporzione alle quote stabilite nel contratto
- ogni socio dichiara la propria quota di reddito nella dichiarazione fiscale personale (se persona fisica) o nella dichiarazione della propria società (se persona giuridica)
Se i soci sono persone fisiche residenti in Danimarca, il reddito derivante dall’I/S viene tassato secondo le regole danesi per il reddito da attività d’impresa, con applicazione delle aliquote progressive dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dei contributi al sistema di welfare. In presenza di soci esteri, occorre valutare con attenzione le regole sulla stabile organizzazione, le convenzioni contro le doppie imposizioni e l’eventuale obbligo di dichiarazione in Danimarca.
L’I/S deve comunque tenere una contabilità ordinata e predisporre un rendiconto dei risultati economici, che costituisce la base per la ripartizione del reddito tra i soci e per gli adempimenti fiscali individuali.
IVA, registrazioni e adempimenti contabili
Se l’Interessentskab svolge un’attività imponibile e supera il limite di fatturato previsto per la registrazione IVA in Danimarca, deve iscriversi come soggetto IVA presso l’amministrazione fiscale (Skattestyrelsen). Una volta registrato, l’I/S:
- addebita l’IVA sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi imponibili
- può detrarre l’IVA sugli acquisti connessi all’attività
- presenta periodicamente le dichiarazioni IVA e versa l’imposta dovuta
Inoltre, se l’I/S assume personale, deve registrarsi come datore di lavoro, trattenere alla fonte l’imposta sul reddito dei dipendenti, versare i contributi obbligatori e rispettare gli obblighi in materia di buste paga e comunicazioni alle autorità danesi.
Gli obblighi contabili dipendono dalla dimensione dell’attività. In generale, l’I/S deve:
- mantenere registrazioni contabili aggiornate e documentate
- conservare fatture e documenti giustificativi per il periodo previsto dalla normativa danese
- predisporre un rendiconto annuale da mettere a disposizione dei soci e, se richiesto, delle autorità fiscali
Vantaggi e svantaggi della forma I/S
La scelta della forma di Interessentskab presenta una serie di vantaggi:
- assenza di capitale minimo obbligatorio
- struttura semplice e flessibile, adatta a piccole attività e partnership professionali
- trasparenza fiscale, con tassazione diretta in capo ai soci
- costi di costituzione e gestione generalmente inferiori rispetto a una società di capitali
D’altra parte, gli svantaggi principali sono legati alla responsabilità illimitata e solidale dei soci e alla minore protezione patrimoniale rispetto a forme come l’ApS. Per questo motivo, prima di costituire un I/S in Danimarca, è opportuno valutare attentamente il profilo di rischio dell’attività, la struttura dei soci (persone fisiche o giuridiche, residenti o esteri) e le implicazioni fiscali nei diversi Paesi coinvolti.
Società in accomandita (K/S – Kommanditselskab)
La società in accomandita danese (K/S – Kommanditselskab) è una forma societaria utilizzata soprattutto per progetti di investimento, joint venture e attività immobiliari o di shipping. Combina elementi delle società di persone e delle società di capitali: almeno un socio risponde illimitatamente dei debiti sociali, mentre gli altri soci hanno responsabilità limitata al capitale conferito.
Struttura della K/S: soci accomandatari e accomandanti
In una K/S devono essere presenti almeno due categorie di soci:
- Accomandatario (komplementar) – ha responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni della società. Di regola è una società a responsabilità limitata danese (ApS) creata appositamente per ridurre il rischio personale delle persone fisiche coinvolte.
- Accomandante (kommanditist) – conferisce capitale e risponde solo fino all’ammontare del proprio conferimento registrato. Non partecipa normalmente alla gestione quotidiana.
La ripartizione dei poteri decisionali, dei diritti di voto e della distribuzione degli utili è disciplinata dall’accordo di società (kommanditselskabskontrakt), che non è pubblico ma è essenziale per definire i rapporti interni.
Responsabilità e rischi
La caratteristica centrale del K/S è la diversa esposizione al rischio:
- il socio accomandatario risponde con tutto il proprio patrimonio (salvo sia una società di capitali, come un ApS, che limita di fatto il rischio economico);
- il socio accomandante rischia solo il capitale sottoscritto e versato, a condizione che il conferimento sia correttamente registrato e non venga effettuata gestione di fatto che possa far sorgere responsabilità ulteriori.
Per motivi di pianificazione del rischio, nella prassi danese è molto comune che il ruolo di accomandatario sia ricoperto da un ApS con capitale minimo di 40.000 DKK, che funge da “scudo” di responsabilità.
Costituzione e registrazione di un K/S in Danimarca
La costituzione di una K/S richiede:
- almeno un socio accomandatario e un socio accomandante (possono essere persone fisiche o giuridiche, danesi o estere);
- la redazione di un contratto di società che definisca conferimenti, diritti e doveri dei soci, regole di amministrazione, distribuzione degli utili e procedure di uscita;
- la registrazione presso il Registro delle Imprese danese (Erhvervsstyrelsen) tramite il portale Virk.dk;
- l’ottenimento di un numero CVR (numero di registrazione dell’impresa) e, se necessario, la registrazione ai fini IVA e come datore di lavoro.
La legge danese non prevede un capitale minimo legale per la K/S, ma l’accordo tra i soci stabilisce l’ammontare dei conferimenti. In caso di attività su scala significativa (ad esempio progetti immobiliari o fondi di investimento), i conferimenti sono normalmente di importo elevato e strutturati in quote.
Gestione, amministrazione e rappresentanza
La gestione ordinaria della K/S è di norma affidata al socio accomandatario o a un organo di gestione nominato (ad esempio il consiglio di amministrazione dell’ApS accomandatario). I soci accomandanti hanno di solito diritti di voto su decisioni fondamentali, come:
- modifica dell’accordo di società;
- approvazione del bilancio;
- ingresso o uscita di soci;
- cessione di asset significativi o scioglimento della società.
La rappresentanza verso terzi è esercitata dagli amministratori o dal socio accomandatario, secondo quanto indicato nello statuto e registrato presso il Registro delle Imprese. È importante che i poteri di firma siano chiaramente definiti per evitare contestazioni e responsabilità non desiderate.
Trattamento fiscale della K/S
Dal punto di vista fiscale danese, la K/S è generalmente considerata una entità fiscalmente trasparente (look-through entity). Ciò significa che:
- la K/S in quanto tale non è soggetta all’imposta sul reddito delle società;
- gli utili e le perdite sono imputati direttamente ai soci, in proporzione alla loro quota di partecipazione, e tassati a livello del singolo socio secondo il suo regime fiscale (persona fisica, società, fondo, ecc.).
Per i soci persone fisiche residenti in Danimarca, il reddito derivante dalla K/S è normalmente trattato come reddito d’impresa o reddito da capitale, a seconda della struttura e della natura dell’attività. Può essere possibile utilizzare il regime danese di tassazione d’impresa per persone fisiche (virksomhedsordningen) per ottimizzare la tassazione e la gestione degli interessi passivi, se i requisiti sono soddisfatti.
Per i soci non residenti, la tassazione in Danimarca dipende dal tipo di reddito generato (ad esempio reddito da stabile organizzazione, reddito immobiliare, dividendi o plusvalenze) e dalle convenzioni contro le doppie imposizioni applicabili. In molti casi, la partecipazione a una K/S che svolge attività in Danimarca può comportare la creazione di una stabile organizzazione per il socio estero, con conseguente obbligo di dichiarazione fiscale in Danimarca.
IVA e altri obblighi fiscali
Se la K/S svolge un’attività economica imponibile, deve registrarsi ai fini dell’IVA danese (moms) quando il fatturato imponibile annuo supera 50.000 DKK. Una volta registrata, la K/S deve:
- emettere fatture conformi alle regole danesi;
- presentare dichiarazioni IVA periodiche (mensili, trimestrali o semestrali, a seconda del volume d’affari);
- versare l’IVA dovuta entro le scadenze stabilite dall’Amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen).
Se la K/S ha dipendenti, deve inoltre registrarsi come datore di lavoro, trattenere l’imposta sul reddito alla fonte (A-skat), i contributi al mercato del lavoro (AM-bidrag) e versare i contributi obbligatori ai fondi di ferie e assicurazioni secondo la normativa danese.
Contabilità e bilancio
La K/S è soggetta alle regole danesi in materia di contabilità e rendicontazione. In linea generale deve:
- tenere una contabilità regolare e documentata, in conformità con la Danish Financial Statements Act (Årsregnskabsloven), se rientra nelle categorie obbligate;
- redigere un bilancio annuale che rifletta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società;
- depositare il bilancio presso il Registro delle Imprese, se la K/S supera determinati limiti dimensionali o se tutti i soci illimitatamente responsabili sono società di capitali.
Le soglie per l’obbligo di bilancio e di revisione dipendono da parametri come totale di bilancio, fatturato netto e numero di dipendenti. Una K/S di piccole dimensioni può talvolta beneficiare di obblighi semplificati, mentre strutture più grandi o con soci societari sono spesso soggette a revisione legale dei conti da parte di un revisore danese autorizzato.
Vantaggi e svantaggi della K/S
I principali vantaggi della società in accomandita danese includono:
- flessibilità contrattuale nella definizione dei diritti dei soci e nella distribuzione degli utili;
- trasparenza fiscale, che può essere interessante per investitori che desiderano evitare la doppia imposizione a livello societario e personale;
- possibilità di limitare il rischio degli investitori passivi (accomandanti);
- ampio utilizzo in strutture di investimento, fondi e progetti immobiliari, con prassi consolidata in Danimarca.
Tra gli svantaggi si possono citare:
- responsabilità illimitata del socio accomandatario, che richiede spesso la creazione di una società di capitali separata (ApS), con costi aggiuntivi di costituzione e gestione;
- maggiore complessità fiscale per i soci esteri, che devono valutare attentamente gli effetti nel proprio Paese di residenza;
- necessità di un accordo di società dettagliato e ben strutturato per prevenire conflitti tra soci.
La scelta di costituire una K/S in Danimarca dovrebbe essere sempre supportata da un’analisi fiscale e legale specifica, soprattutto in presenza di investitori internazionali o di strutture multilivello con società estere e fondi di investimento.
Ufficio di rappresentanza di un’impresa estera (Salgskontor)
Un ufficio di rappresentanza in Danimarca (salgskontor) è una struttura leggera attraverso la quale un’impresa estera può essere presente sul mercato danese senza costituire una società danese autonoma o una succursale registrata. Si tratta in genere di un’unità che svolge attività di marketing, ricerca di clienti, raccolta di informazioni di mercato e funzioni di supporto, ma che non conclude contratti in nome proprio né emette fatture ai clienti danesi.
Dal punto di vista giuridico e fiscale, il salgskontor non è considerato un’entità separata: tutte le responsabilità e i rapporti contrattuali rimangono in capo alla casa madre estera. Proprio per questo, è fondamentale definire con chiarezza quali attività verranno svolte in Danimarca, per evitare che l’ufficio di rappresentanza sia qualificato come stabile organizzazione con conseguente tassazione in Danimarca.
Caratteristiche principali di un salgskontor
Un ufficio di rappresentanza in Danimarca presenta in genere le seguenti caratteristiche:
- non svolge attività produttiva o commerciale diretta sul territorio danese
- non emette fatture ai clienti danesi e non incassa pagamenti per conto proprio
- non detiene scorte di merci destinate alla vendita regolare in Danimarca
- non stipula contratti vincolanti in nome dell’impresa estera (o lo fa solo in modo occasionale e non abituale)
- svolge attività di promozione, marketing, assistenza pre e post-vendita, raccolta ordini da trasmettere alla sede estera
- può avere personale dipendente in Danimarca, uffici in affitto e costi operativi locali
Se l’attività dell’ufficio supera questi limiti e assume un carattere commerciale abituale (ad esempio con conclusione regolare di contratti, gestione di magazzino e fatturazione locale), le autorità danesi possono considerare la presenza come stabile organizzazione o suggerire la costituzione di una succursale (filial) o di una società danese (ApS o A/S).
Registrazione e adempimenti amministrativi
Un puro ufficio di rappresentanza, che non svolge attività imponibili in Danimarca, di regola non deve essere registrato come impresa presso il Registro delle imprese danese (Erhvervsstyrelsen) né come soggetto IVA presso l’amministrazione fiscale (Skattestyrelsen). Tuttavia, in pratica, possono sorgere obblighi di registrazione in diversi casi, ad esempio:
- assunzione di personale dipendente in Danimarca, con conseguente obbligo di registrazione come datore di lavoro e versamento di imposte e contributi
- attività che, pur non essendo pienamente commerciali, comportano operazioni imponibili ai fini IVA (ad esempio determinati servizi resi in Danimarca)
- partecipazione regolare a fiere, esposizioni o attività promozionali con elementi di vendita diretta
In presenza di dipendenti, l’impresa estera deve ottenere un numero di registrazione danese (CVR o SE) per poter gestire la ritenuta alla fonte sui salari, i contributi al mercato del lavoro e gli altri obblighi connessi al rapporto di lavoro. La procedura di registrazione avviene online tramite i portali ufficiali danesi e richiede la presentazione della documentazione societaria della casa madre.
Trattamento fiscale e rischio di stabile organizzazione
Dal punto di vista fiscale, il punto centrale è stabilire se l’ufficio di rappresentanza costituisca o meno una stabile organizzazione in Danimarca. Se il salgskontor si limita ad attività preparatorie o ausiliarie (marketing, informazione, supporto), di norma non sorge un obbligo di tassazione in Danimarca sui redditi dell’impresa estera.
La situazione cambia se l’ufficio:
- dispone abitualmente del potere di concludere contratti in nome dell’impresa estera
- gestisce un magazzino di merci per consegne regolari ai clienti danesi
- svolge in modo continuativo attività di vendita, negoziazione e chiusura di affari sul territorio danese
In tali casi, le autorità fiscali possono qualificare la presenza come stabile organizzazione. Ciò comporta l’obbligo di:
- dichiarare in Danimarca il reddito attribuibile alla stabile organizzazione
- assoggettare tale reddito all’imposta sul reddito delle società danese, attualmente pari al 22%
- tenere una contabilità separata per le attività svolte in Danimarca e rispettare gli obblighi di rendicontazione locali
Per evitare contestazioni, è consigliabile definire con precisione le mansioni del personale dell’ufficio di rappresentanza, i limiti di autonomia decisionale e la gestione dei contratti, documentando in modo chiaro che le decisioni commerciali e la conclusione dei contratti avvengono presso la sede estera.
IVA e operazioni con clienti danesi
Un ufficio di rappresentanza che non effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili in Danimarca non è in genere tenuto a registrarsi ai fini IVA danese. Le fatture verso i clienti danesi vengono emesse direttamente dalla casa madre estera, applicando le regole IVA transfrontaliere (ad esempio il meccanismo del reverse charge nei rapporti B2B all’interno dell’UE, se applicabile).
Se però l’ufficio di rappresentanza inizia a svolgere attività che comportano operazioni imponibili in Danimarca (ad esempio vendita diretta di beni da un magazzino situato in Danimarca o prestazione di servizi localmente), può sorgere l’obbligo di:
- registrarsi ai fini IVA in Danimarca
- applicare l’aliquota IVA danese pertinente (ad esempio 25% per la maggior parte dei beni e servizi)
- presentare dichiarazioni IVA periodiche e versare l’imposta dovuta
La corretta qualificazione delle operazioni è essenziale per evitare sanzioni e interessi in caso di mancata registrazione o errata applicazione dell’IVA.
Personale, buste paga e obblighi del datore di lavoro
Se il salgskontor impiega personale in Danimarca, l’impresa estera assume lo status di datore di lavoro danese per tali dipendenti. Ciò comporta, tra l’altro:
- registrazione presso le autorità fiscali come datore di lavoro
- calcolo e versamento della ritenuta alla fonte sull’imposta sul reddito dei dipendenti
- versamento dei contributi obbligatori al mercato del lavoro e di eventuali altri oneri sociali previsti dalla normativa danese
- rispetto delle norme danesi in materia di diritto del lavoro, orario, ferie, sicurezza sul lavoro e, se applicabili, contratti collettivi
In molti casi, i dipendenti dell’ufficio di rappresentanza sono cittadini stranieri distaccati o trasferiti in Danimarca. In tali situazioni, occorre verificare gli obblighi relativi ai permessi di soggiorno e lavoro, nonché le regole sulla tassazione dei redditi da lavoro dipendente in base alla normativa danese e alle convenzioni contro le doppie imposizioni.
Quando scegliere un ufficio di rappresentanza e quando una succursale
La scelta tra un semplice ufficio di rappresentanza e una filial (succursale registrata) dipende dagli obiettivi dell’impresa estera sul mercato danese. Un salgskontor è generalmente indicato quando:
- l’azienda si trova in una fase esplorativa del mercato danese
- le attività previste sono limitate a promozione, marketing, analisi di mercato e supporto
- non si prevede, almeno inizialmente, di concludere contratti o fatturare direttamente in Danimarca
Se invece l’impresa intende svolgere attività commerciali regolari, gestire magazzini, assumere un ruolo attivo nella vendita e nella conclusione di contratti con clienti danesi, è spesso più appropriato costituire una succursale o una società danese (ad esempio un ApS). Queste forme garantiscono un inquadramento più chiaro dal punto di vista fiscale, contabile e legale, oltre a una maggiore credibilità commerciale sul mercato locale.
In ogni caso, prima di istituire un ufficio di rappresentanza in Danimarca è opportuno analizzare con attenzione il modello operativo previsto, per valutare il rischio di stabile organizzazione, gli obblighi fiscali e gli adempimenti come datore di lavoro, così da strutturare la presenza in modo conforme alla normativa danese e ottimale per l’impresa estera.
Cooperative e associazioni cooperative (Andelsforening / Brugsforening)
Le cooperative danesi, indicate come Andelsforening o Brugsforening, sono forme associative basate sulla proprietà congiunta e sul controllo democratico da parte dei soci. Sono molto diffuse nei settori agricolo, energetico, abitativo, del commercio al dettaglio e dei servizi, e rappresentano una struttura flessibile per imprenditori e investitori che desiderano operare secondo principi mutualistici.
Una cooperativa in Danimarca è un’entità autonoma costituita da persone fisiche o giuridiche che si uniscono volontariamente per soddisfare bisogni economici, sociali o culturali comuni attraverso un’impresa di proprietà collettiva. Ogni socio partecipa al capitale con una quota e, di regola, il potere decisionale segue il principio “una testa, un voto”, indipendentemente dall’ammontare del conferimento.
Caratteristiche principali delle cooperative danesi
Le Andelsforeninger e le Brugsforeninger si distinguono per alcuni elementi chiave:
- Scopo mutualistico – l’obiettivo primario non è massimizzare il profitto, ma fornire beni o servizi ai soci a condizioni vantaggiose (prezzi, qualità, stabilità di fornitura).
- Proprietà collettiva – il capitale è detenuto dai soci, che possono essere consumatori, produttori, lavoratori o imprese.
- Gestione democratica – l’assemblea dei soci è l’organo sovrano; elegge il consiglio di amministrazione e approva i principali atti societari.
- Limitazione della responsabilità – nella prassi moderna la responsabilità dei soci è in genere limitata alla quota sottoscritta, se così previsto dallo statuto.
- Distribuzione dei risultati – gli utili possono essere reinvestiti, accantonati a riserva o distribuiti ai soci sotto forma di ristorni proporzionali al volume di scambi con la cooperativa, non al capitale conferito.
Le Brugsforeninger sono tipicamente cooperative di consumo (ad esempio nel commercio al dettaglio), mentre il termine Andelsforening viene utilizzato in modo più ampio, ad esempio per cooperative agricole, energetiche o di abitazione.
Costituzione e requisiti formali
Per costituire una cooperativa in Danimarca è necessario predisporre uno statuto (vedtægter) che definisca almeno:
- denominazione e sede della cooperativa
- scopo e attività principali
- requisiti di ammissione, diritti e doveri dei soci
- ammontare minimo delle quote e modalità di conferimento
- regole di voto e funzionamento dell’assemblea
- composizione e poteri del consiglio di amministrazione
- criteri di distribuzione degli utili e di copertura delle perdite
- modalità di recesso, esclusione e liquidazione
La cooperativa deve essere registrata presso il Registro delle Imprese danese (Erhvervsstyrelsen) tramite il portale digitale ufficiale. In fase di registrazione vengono comunicati i dati identificativi, i rappresentanti legali e l’eventuale iscrizione ai registri IVA e come datore di lavoro.
Capitale sociale e responsabilità dei soci
La normativa danese non impone un capitale minimo uniforme per tutte le cooperative, ma lo statuto deve fissare le regole per la sottoscrizione delle quote e l’eventuale capitale minimo interno. In molte cooperative, soprattutto di piccole dimensioni, il capitale è costituito da quote relativamente contenute per favorire l’ingresso di nuovi soci.
La responsabilità dei soci può essere:
- limitata all’importo della quota sottoscritta, se previsto dallo statuto;
- illimitata o sussidiaria in alcune forme tradizionali, soprattutto in ambito agricolo o in cooperative molto piccole, anche se questa impostazione è oggi meno frequente.
Per ridurre il rischio personale, è prassi diffusa strutturare la cooperativa in modo che la responsabilità dei soci sia limitata, avvicinando il profilo di rischio a quello di una società di capitali.
Trattamento fiscale delle cooperative
Dal punto di vista fiscale, molte cooperative danesi sono assoggettate all’imposta sul reddito delle società (corporate income tax) con l’aliquota ordinaria del 22% applicata all’utile imponibile.
La determinazione del reddito imponibile segue, in linea generale, le stesse regole previste per le società di capitali (ApS, A/S), con deducibilità dei costi inerenti all’attività e obbligo di documentazione adeguata. Tuttavia, le cooperative possono beneficiare di un trattamento specifico per i ristorni ai soci: gli importi corrisposti ai soci in proporzione agli scambi con la cooperativa possono, a determinate condizioni, essere dedotti come costo, riducendo la base imponibile della cooperativa e trasferendo la tassazione in capo ai soci.
Se la cooperativa svolge attività economiche imponibili (vendita di beni o servizi), è tenuta a registrarsi ai fini IVA quando il fatturato annuo supera la soglia di 50.000 DKK. Una volta registrata, applica l’aliquota IVA ordinaria del 25% sulle operazioni imponibili, con possibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti connessi all’attività.
Obblighi contabili e di rendicontazione
Le cooperative che superano determinati limiti di fatturato, totale di bilancio o numero di dipendenti rientrano nelle classi di rendicontazione previste dalla normativa danese e sono soggette a obblighi contabili simili a quelli delle società di capitali. In particolare, possono essere tenute a:
- tenere una contabilità ordinata e aggiornata
- redigere un bilancio annuale secondo i principi contabili danesi
- sottoporre il bilancio a revisione legale se superano specifiche soglie dimensionali
- depositare il bilancio presso il Registro delle Imprese in formato elettronico.
Le cooperative di dimensioni minori possono beneficiare di obblighi semplificati, ma devono comunque garantire trasparenza verso i soci e le autorità fiscali, conservando la documentazione contabile per il periodo minimo richiesto dalla legge.
Vantaggi e svantaggi della forma cooperativa
La scelta di operare come Andelsforening o Brugsforening presenta diversi vantaggi:
- allineamento tra interessi dei soci e obiettivi dell’impresa
- maggiore fidelizzazione di clienti, fornitori o lavoratori che diventano soci
- possibilità di distribuire i risultati sotto forma di ristorni legati all’utilizzo dei servizi
- immagine positiva legata a valori di solidarietà, partecipazione e sviluppo locale.
D’altro canto, esistono anche alcuni limiti:
- accesso al capitale potenzialmente più complesso rispetto alle società per azioni
- processi decisionali più lenti in presenza di un numero elevato di soci
- maggiore necessità di comunicazione interna e di gestione delle aspettative dei soci.
Per imprenditori stranieri o aziende estere che desiderano entrare nel mercato danese, la forma cooperativa può essere interessante in progetti che richiedono una forte partecipazione locale (ad esempio energia rinnovabile, housing cooperativo, iniziative di economia circolare), ma richiede una pianificazione accurata della governance, del regime fiscale e degli obblighi contabili.
Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT)
Il Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT) è la banca dati obbligatoria in cui devono iscriversi le imprese straniere che forniscono temporaneamente servizi in Danimarca. Il registro è gestito dall’Amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen) e ha lo scopo di garantire trasparenza, controllo fiscale e rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza.
L’iscrizione al RUT è richiesta quando un’impresa con sede fuori dalla Danimarca svolge, per un periodo limitato, attività di servizi sul territorio danese, ad esempio nei settori edilizia, installazioni tecniche, montaggio industriale, pulizie, logistica, consulenza o altri servizi B2B e B2C. L’obbligo riguarda sia le imprese dell’UE/SEE sia quelle di Paesi terzi, indipendentemente dalla forma giuridica.
La registrazione deve essere effettuata prima dell’inizio effettivo dei lavori in Danimarca. In fase di iscrizione è necessario indicare, tra l’altro:
- dati identificativi dell’impresa estera (denominazione, numero di registrazione nel Paese d’origine, indirizzo)
- forma giuridica e settore di attività
- nome e recapiti del rappresentante responsabile in Danimarca
- indirizzo del luogo in cui verrà prestato il servizio
- descrizione del tipo di servizio offerto
- data di inizio e data prevista di fine dell’incarico
- numero di lavoratori inviati in Danimarca e loro mansioni principali
Le informazioni inserite nel RUT devono essere aggiornate ogni volta che cambiano elementi essenziali dell’incarico, come la durata, il numero di dipendenti o il luogo di esecuzione. La mancata registrazione o l’indicazione di dati incompleti o non aggiornati può comportare sanzioni amministrative significative, che possono essere applicate sia all’impresa estera sia, in alcuni casi, al committente danese che si avvale di un prestatore non registrato.
Per molte imprese straniere il RUT è collegato anche agli obblighi in materia di distacco dei lavoratori, sicurezza sul lavoro e rispetto dei contratti collettivi danesi applicabili al settore. Le autorità danesi utilizzano i dati del registro per effettuare controlli mirati sul rispetto delle norme salariali minime previste dagli accordi collettivi, sugli orari di lavoro e sulle condizioni di alloggio dei lavoratori distaccati.
La registrazione nel RUT non sostituisce gli altri adempimenti fiscali e contributivi in Danimarca. A seconda della natura e della durata dell’attività, l’impresa estera può essere tenuta a registrarsi ai fini IVA, a versare ritenute alla fonte sui salari dei dipendenti che lavorano in Danimarca e a rispettare gli obblighi contabili e di rendicontazione previsti dalla normativa danese.
Per evitare errori e sanzioni, è consigliabile che le imprese straniere che intendono operare in Danimarca verifichino in anticipo se rientrano nell’obbligo di iscrizione al RUT e, se necessario, si avvalgano del supporto di un consulente locale esperto in diritto del lavoro e fiscalità danese.
Tassazione in Danimarca
Il sistema di tassazione in Danimarca è caratterizzato da un livello di imposizione relativamente elevato, compensato da un’amministrazione efficiente, procedure digitalizzate e un’elevata prevedibilità delle regole. Per chi avvia o gestisce un’attività, è fondamentale comprendere la distinzione tra tassazione delle persone fisiche, delle imprese individuali e delle società, nonché il funzionamento dell’IVA e degli oneri a carico del datore di lavoro.
Le imposte sono amministrate principalmente dall’autorità fiscale danese (Skattestyrelsen), e quasi tutti gli adempimenti – dichiarazioni, versamenti, registrazioni – avvengono online tramite sistemi dedicati. La Danimarca applica il principio della tassazione mondiale per i residenti fiscali, mentre i non residenti sono tassati solo sui redditi di fonte danese, secondo regole specifiche per lavoro dipendente, attività d’impresa e investimenti.
La struttura del sistema fiscale danese si basa su tre pilastri principali: imposte sul reddito (persone fisiche e società), contributi e oneri legati al lavoro, e imposta sul valore aggiunto (IVA). Le aliquote e le soglie sono chiaramente definite dalla legge e vengono periodicamente adeguate, ma senza modifiche improvvise nel corso dell’anno fiscale, il che facilita la pianificazione fiscale di imprenditori e investitori.
Per chi opera con una ditta individuale o una società, è essenziale valutare attentamente la forma giuridica anche in funzione del carico fiscale complessivo: in Danimarca, infatti, la scelta tra tassazione come persona fisica (per le imprese personali) e tassazione societaria (per ApS, A/S e altre forme societarie) può incidere in modo significativo sull’aliquota effettiva, sulla gestione degli utili e sulla pianificazione di investimenti e distribuzioni di dividendi.
Imposizione fiscale delle persone fisiche
Il sistema di imposizione fiscale delle persone fisiche in Danimarca è basato sulla residenza fiscale e sul principio della tassazione mondiale del reddito. Una persona è considerata fiscalmente residente se ha il domicilio in Danimarca o soggiorna nel Paese per più di 6 mesi consecutivi. I residenti sono tassati sul reddito ovunque prodotto, mentre i non residenti sono tassati solo sui redditi di fonte danese.
Il reddito delle persone fisiche è suddiviso in diverse categorie: reddito da lavoro dipendente, reddito da lavoro autonomo, redditi da capitale (interessi, dividendi, plusvalenze), redditi da immobili e altri redditi tassabili. Il sistema è progressivo e combina imposte statali, comunali e contributi sociali obbligatori.
Struttura generale dell’imposizione sul reddito delle persone fisiche
Il reddito imponibile complessivo è calcolato partendo dal reddito lordo e sottraendo i costi deducibili e le detrazioni personali. Successivamente si applicano:
- imposta comunale sul reddito
- imposta sanitaria (inclusa nell’aliquota comunale complessiva)
- imposta statale sul reddito (a scaglioni)
- contributo al mercato del lavoro (AM-bidrag)
- eventuali imposte specifiche su determinate tipologie di reddito (ad esempio dividendi e plusvalenze su azioni)
Il contributo al mercato del lavoro (AM-bidrag) è pari all’8% e si applica in via generale al reddito da lavoro dipendente e autonomo prima del calcolo delle imposte sul reddito. Dopo l’applicazione dell’AM-bidrag si determina il cosiddetto reddito A, base per il calcolo delle imposte statali e comunali.
Aliquote dell’imposta statale sul reddito
L’imposta statale sul reddito delle persone fisiche è articolata in due livelli principali:
- aliquota di base (bundskat): 12,09% sul reddito imponibile che supera la soglia di base
- aliquota superiore (topskat): 15% sulla parte di reddito che eccede la soglia superiore
Le soglie di reddito per l’applicazione di queste aliquote sono aggiornate periodicamente. In pratica, il contribuente paga la sola aliquota di base fino al raggiungimento della soglia per l’aliquota superiore, oltre la quale la parte eccedente è tassata con l’aliquota aggiuntiva del 15%.
L’imposta statale si somma all’imposta comunale, ma il sistema prevede un tetto massimo complessivo all’aliquota marginale effettiva, in modo che la somma di imposta statale, comunale, contributo al mercato del lavoro e altre componenti non superi una determinata percentuale del reddito imponibile.
Imposta comunale sul reddito
Ogni comune danese applica una propria aliquota di imposta sul reddito delle persone fisiche. L’aliquota comunale media si colloca generalmente tra il 24% e il 27%, con differenze da comune a comune. L’imposta comunale è calcolata sul reddito imponibile dopo il contributo al mercato del lavoro e dopo l’applicazione delle principali deduzioni personali.
Oltre all’imposta comunale, i contribuenti versano anche un’aliquota destinata al finanziamento della Chiesa nazionale danese (folkekirken), salvo esonero per chi non ne è membro. Questa componente è relativamente contenuta e varia anch’essa a livello comunale.
Detrazioni e deduzioni principali per le persone fisiche
Il sistema danese prevede una serie di deduzioni e detrazioni che riducono il reddito imponibile o l’imposta dovuta, tra cui:
- detrazione personale di base (personfradrag), riconosciuta a tutti i contribuenti residenti; riduce l’imposta statale e comunale fino a un determinato importo annuo
- deduzioni per spese di trasporto casa–lavoro oltre una certa distanza minima
- deduzioni per contributi a fondi pensione approvati, entro limiti annuali
- deduzioni per interessi passivi su mutui e altri prestiti, con percentuali di deducibilità che possono variare in funzione del livello di reddito
- deduzioni per contributi a organizzazioni benefiche riconosciute, entro un tetto massimo annuale
Per i coniugi, alcune deduzioni possono essere trasferite da un partner all’altro se non utilizzate integralmente, ottimizzando così il carico fiscale complessivo della famiglia.
Tassazione dei redditi da lavoro dipendente
Il reddito da lavoro dipendente comprende salari, stipendi, bonus, fringe benefit e altri compensi in natura. Il datore di lavoro danese è tenuto a trattenere alla fonte l’AM-bidrag e le imposte sul reddito in base alle informazioni contenute nella carta fiscale elettronica del dipendente (skattekort).
Il sistema di ritenuta alla fonte è gestito tramite il registro elettronico (eIndkomst), al quale il datore di lavoro comunica mensilmente i dati retributivi. Il dipendente riceve il reddito al netto delle imposte e dei contributi, mentre l’Agenzia delle Entrate danese (Skattestyrelsen) effettua la liquidazione annuale sulla base dei dati comunicati.
Tassazione dei redditi da capitale e degli investimenti
I redditi da capitale delle persone fisiche sono tassati con regole specifiche:
- interessi su depositi bancari e obbligazioni: tassati come reddito da capitale, con aliquote effettive che dipendono dal livello complessivo di reddito
- dividendi da partecipazioni in società: tassati con aliquote progressive su due scaglioni; la parte di dividendi fino a una soglia annua è tassata con un’aliquota inferiore, mentre l’eccedenza è tassata con un’aliquota più elevata
- plusvalenze su azioni e altri strumenti finanziari: generalmente tassate come reddito da capitale, con regole che variano in base alla durata del possesso, al tipo di strumento e alla natura dell’investitore (privato o imprenditore)
Le perdite su strumenti finanziari possono, in determinate condizioni, essere compensate con plusvalenze della stessa natura, riducendo così la base imponibile complessiva da capitale.
Tassazione dei redditi immobiliari
I proprietari di immobili in Danimarca sono soggetti a due forme principali di imposizione:
- imposta sul valore dell’immobile (ejendomsværdiskat), calcolata sul valore catastale dell’abitazione principale secondo aliquote progressive
- imposta fondiaria comunale (grundskyld), applicata sul valore del terreno, con aliquote definite dai singoli comuni entro limiti stabiliti a livello nazionale
Gli affitti percepiti da immobili locati sono tassati come reddito, al netto delle spese deducibili legate alla gestione e manutenzione dell’immobile. In alcuni casi, è possibile optare per regimi semplificati di deduzione forfettaria.
Obblighi dichiarativi e scadenze per le persone fisiche
La maggior parte dei contribuenti riceve una dichiarazione precompilata (årsopgørelse) basata sui dati trasmessi da datori di lavoro, banche, fondi pensione e altre istituzioni. Il contribuente deve verificare la correttezza delle informazioni e integrare eventuali redditi o deduzioni mancanti.
La dichiarazione dei redditi delle persone fisiche è presentata in via elettronica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate danese. Le principali scadenze sono:
- invio o conferma della dichiarazione entro la data fissata annualmente dall’amministrazione fiscale
- versamento di eventuali imposte aggiuntive dovute entro i termini indicati nella liquidazione
In caso di redditi complessi (ad esempio redditi da lavoro autonomo, partecipazioni in società di persone o redditi esteri), il contribuente può essere tenuto a fornire documentazione supplementare e a rispettare scadenze specifiche per la presentazione di allegati e prospetti di dettaglio.
Residenza fiscale, redditi esteri e convenzioni contro le doppie imposizioni
I residenti fiscali danesi che percepiscono redditi all’estero devono dichiararli in Danimarca. Per evitare la doppia imposizione, la Danimarca ha stipulato numerose convenzioni fiscali internazionali che prevedono, a seconda dei casi, il metodo dell’esenzione o del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero.
La corretta qualificazione della residenza fiscale e l’applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni sono fondamentali per imprenditori, lavoratori transfrontalieri e persone fisiche che si trasferiscono in Danimarca o che mantengono interessi economici in più Paesi.
Una pianificazione fiscale accurata, supportata da una contabilità ordinata e da una corretta gestione della documentazione, è essenziale per ottimizzare il carico fiscale delle persone fisiche in Danimarca e per garantire la piena conformità alle normative vigenti.
Imposizione fiscale delle ditte individuali
In Danimarca le ditte individuali, comprese le enkeltmandsvirksomhed e le microimprese individuali (PMV), non sono soggetti fiscali separati: il reddito dell’attività viene tassato direttamente in capo all’imprenditore come reddito personale. Questo significa che l’utile dell’impresa si somma agli altri redditi del titolare (ad esempio da lavoro dipendente o da capitale) e viene assoggettato all’imposta sul reddito delle persone fisiche secondo gli scaglioni progressivi danesi.
Determinazione del reddito imponibile dell’impresa individuale
Il reddito imponibile si calcola come differenza tra i ricavi dell’attività e i costi fiscalmente deducibili. In linea generale sono deducibili:
- costi direttamente collegati alla generazione del reddito (acquisto merci, materie prime, servizi professionali, consulenze)
- spese di esercizio (affitto di uffici o locali, utenze, telefonia e internet aziendali, software e licenze)
- ammortamenti su beni durevoli utilizzati nell’attività (macchinari, attrezzature, computer, veicoli aziendali)
- spese di marketing e pubblicità legate all’impresa
- spese di viaggio e trasferta connesse all’attività, secondo le regole e i limiti fissati dall’amministrazione fiscale danese
- contributi obbligatori a schemi pensionistici e assicurazioni professionali, nei limiti previsti
Non sono invece deducibili i costi di natura privata o mista non adeguatamente documentati. È quindi fondamentale mantenere una contabilità ordinata, con fatture e ricevute che dimostrino il collegamento tra la spesa e l’attività economica.
Regime ordinario e regime imprenditoriale (virksomhedsordningen)
Le ditte individuali possono scegliere tra due principali modalità di tassazione del reddito d’impresa:
- regime ordinario (personskattereglerne)
- regime imprenditoriale (virksomhedsordningen)
Regime ordinario per le ditte individuali
Nel regime ordinario l’utile dell’impresa, dopo la deduzione dei costi, viene tassato come reddito personale. L’imprenditore beneficia:
- della deduzione personale di base (personfradrag)
- delle deduzioni per contributi pensionistici, interessi passivi e altre detrazioni personali previste dalla normativa
Il reddito complessivo (incluso l’utile dell’impresa) è soggetto a:
- imposta statale di base
- eventuale imposta statale di fascia alta per la parte di reddito che supera la soglia superiore
- imposta comunale, con aliquota che varia a seconda del comune
- contributo alla Chiesa luterana (solo per i contribuenti iscritti)
- contributo al mercato del lavoro (AM-bidrag) pari all’8% del reddito da lavoro e d’impresa
La tassazione è progressiva: al crescere del reddito imponibile aumenta l’aliquota effettiva. Per redditi medio-alti l’aliquota marginale complessiva (inclusi imposte statali, comunali e contributo al mercato del lavoro) può superare il 40% e avvicinarsi al 50%, a seconda del comune di residenza e delle deduzioni individuali.
Regime imprenditoriale (virksomhedsordningen)
Il regime imprenditoriale è un sistema opzionale pensato per le ditte individuali con utili significativi o con importanti investimenti in beni strumentali e finanziamenti. I principali vantaggi sono:
- possibilità di separare contabilmente il patrimonio dell’impresa da quello privato
- deduzione più favorevole degli interessi passivi relativi a debiti d’impresa
- possibilità di trattenere parte dell’utile nell’impresa con una tassazione provvisoria a un’aliquota fissa, rinviando la tassazione personale al momento del prelievo
Con il virksomhedsordningen, l’utile trattenuto nell’impresa è soggetto a una tassazione provvisoria con un’aliquota fissa allineata all’imposta sul reddito delle società. Quando l’imprenditore preleva tali utili per uso personale, gli importi vengono tassati come reddito personale, tenendo conto dell’imposta già versata a livello d’impresa.
Questo regime è particolarmente interessante per chi:
- non ha bisogno di prelevare tutto l’utile ogni anno per uso privato
- intende reinvestire gli utili nell’attività
- vuole livellare la tassazione nel tempo, evitando forti oscillazioni dell’aliquota effettiva tra un anno e l’altro
Contributo al mercato del lavoro (AM-bidrag)
Indipendentemente dal regime scelto, il reddito d’impresa è soggetto al contributo obbligatorio al mercato del lavoro (arbejdsmarkedsbidrag) pari all’8%. Questo contributo viene calcolato sul reddito lordo dell’attività (dopo i costi ma prima delle imposte sul reddito) e riduce la base imponibile per le successive imposte statali e comunali.
Versamenti anticipati e acconti d’imposta
Le ditte individuali sono tenute a versare acconti d’imposta durante l’anno fiscale. Il sistema danese prevede normalmente due scadenze principali per i pagamenti anticipati, con la possibilità di:
- accettare l’importo proposto dall’amministrazione fiscale, basato sui redditi degli anni precedenti
- modificare gli acconti se si prevede un utile significativamente più alto o più basso
- effettuare versamenti volontari aggiuntivi per evitare interessi e sovrattasse
Al termine dell’anno, dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, viene effettuato il conguaglio: se gli acconti versati superano l’imposta dovuta, il contribuente riceve un rimborso; in caso contrario deve versare la differenza, eventualmente con interessi.
Contributi sociali e previdenza
In Danimarca non esiste un sistema di contributi previdenziali separati paragonabile a quello di molti altri Paesi europei. La copertura sociale di base è finanziata principalmente tramite la tassazione generale. Tuttavia, per gli imprenditori individuali è fortemente raccomandato:
- aderire a schemi pensionistici privati o aziendali, con contributi deducibili entro determinati limiti
- valutare assicurazioni per malattia, infortunio e invalidità, soprattutto in assenza di un datore di lavoro che contribuisca a tali coperture
Obblighi contabili e dichiarativi
L’imprenditore individuale deve:
- registrare l’attività presso l’autorità fiscale danese (SKAT) e ottenere un numero di partita IVA (CVR/SE-nummer) se supera la soglia di fatturato per l’obbligo di registrazione IVA
- tenere una contabilità regolare, conservando la documentazione per il periodo previsto dalla legge
- presentare annualmente la dichiarazione dei redditi, includendo il risultato dell’attività d’impresa
- presentare le dichiarazioni IVA periodiche, se soggetto all’imposta sul valore aggiunto
Pianificazione fiscale per le ditte individuali
La scelta tra regime ordinario e virksomhedsordningen, la gestione degli ammortamenti, la programmazione dei prelievi privati e la pianificazione dei contributi pensionistici incidono in modo significativo sul carico fiscale complessivo dell’imprenditore. Una corretta pianificazione, supportata da una consulenza contabile specializzata, permette di:
- ottimizzare l’aliquota effettiva di tassazione
- garantire liquidità sufficiente per imposte e investimenti
- ridurre il rischio di sanzioni per errori dichiarativi o ritardi nei pagamenti
Per chi avvia o gestisce una ditta individuale in Danimarca, comprendere il funzionamento della tassazione personale, degli acconti e dei regimi opzionali è essenziale per prendere decisioni informate e sostenibili nel medio-lungo periodo.
Imposizione fiscale delle società
La tassazione delle società in Danimarca è concepita per essere trasparente e relativamente semplice, con un’aliquota unica sull’utile imponibile e un quadro normativo stabile. Comprendere come viene calcolata l’imposta e quali obblighi dichiarativi gravano sulle imprese è fondamentale per pianificare correttamente l’attività e ridurre i rischi fiscali.
In Danimarca sono soggette all’imposta sul reddito delle società tutte le entità considerate residenti fiscali, ossia le società che hanno sede legale o direzione effettiva nel Paese. Le società non residenti sono tassate solo sui redditi prodotti in Danimarca, ad esempio tramite una stabile organizzazione o immobili situati nel territorio danese.
Aliquota dell’imposta sul reddito delle società
L’utile delle società è tassato con un’aliquota proporzionale del 22%. Questa aliquota si applica in modo uniforme alla maggior parte delle forme societarie con personalità giuridica, come:
- società a responsabilità limitata (ApS)
- società per azioni (A/S)
- succursali danesi di società estere
- alcune cooperative e altre entità soggette a tassazione societaria
Le società di persone (come I/S e K/S) sono di regola fiscalmente trasparenti: l’utile non è tassato a livello societario, ma direttamente in capo ai soci, secondo le regole per le persone fisiche o per le società, a seconda della natura del socio.
Base imponibile e componenti di reddito
La base imponibile è costituita dall’utile contabile rettificato secondo le norme fiscali danesi. In linea generale, sono imponibili:
- i ricavi derivanti da vendite di beni e servizi
- gli interessi attivi e altri proventi finanziari
- plusvalenze su cessioni di beni aziendali, salvo specifiche esenzioni
- redditi immobiliari prodotti in Danimarca
Sono deducibili, tra gli altri:
- costi direttamente connessi all’attività (acquisto merci, servizi, canoni, affitti)
- ammortamenti fiscali su immobilizzazioni materiali e immateriali
- spese per il personale, contributi sociali, formazione professionale
- interessi passivi, nei limiti delle regole di thin capitalization e limitazione alla deducibilità degli interessi
Le spese devono essere documentate e sostenute per generare, mantenere o assicurare il reddito d’impresa. Costi di natura privata o non inerenti non sono deducibili.
Dividendi, partecipazioni e plusvalenze
Il regime danese prevede un trattamento favorevole per i dividendi e le plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate. In molti casi, i dividendi ricevuti da una società danese da un’altra società, danese o estera, possono essere esenti da imposta, se sono soddisfatte determinate condizioni relative alla percentuale di partecipazione e alla natura della società partecipata.
In modo analogo, le plusvalenze sulla cessione di partecipazioni qualificate possono essere esenti. Le partecipazioni non qualificate, invece, sono generalmente soggette a tassazione ordinaria al 22%. La corretta classificazione delle partecipazioni (partecipazioni di portafoglio, partecipazioni qualificate, partecipazioni di gruppo) è fondamentale per determinare il trattamento fiscale.
Perdite fiscali e compensazione
Le perdite fiscali possono essere riportate in avanti e compensate con gli utili futuri senza un limite temporale specifico, ma con alcune restrizioni quantitative. In particolare:
- le perdite riportate possono essere compensate integralmente con l’utile imponibile fino a una certa soglia
- oltre tale soglia, solo una parte dell’utile eccedente può essere compensata con perdite pregresse
Le regole sono particolarmente rilevanti per i gruppi societari che applicano la tassazione consolidata, poiché le perdite di una società possono essere utilizzate per compensare gli utili di altre società del gruppo, nel rispetto delle norme danesi sul consolidato fiscale.
Gruppi societari e tassazione consolidata
La Danimarca prevede un sistema di tassazione di gruppo che può essere obbligatorio o facoltativo, a seconda della struttura del gruppo e del grado di controllo. In un regime consolidato:
- gli utili e le perdite delle diverse società danesi del gruppo sono aggregati
- si calcola un’unica base imponibile complessiva soggetta all’aliquota del 22%
- i trasferimenti infragruppo devono avvenire a valori di mercato (transfer pricing)
Le società appartenenti a gruppi internazionali devono predisporre adeguata documentazione di transfer pricing per dimostrare che i prezzi applicati nelle transazioni infragruppo sono in linea con il principio di libera concorrenza.
Obblighi dichiarativi e termini
Le società sono tenute a presentare annualmente la dichiarazione dei redditi all’Amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen). In linea generale:
- l’esercizio fiscale può coincidere con l’anno solare o essere diverso, purché abbia durata massima di 12 mesi
- la dichiarazione deve essere presentata per via elettronica entro un termine che, di regola, cade alcuni mesi dopo la chiusura dell’esercizio
- l’imposta è versata tramite acconti e conguaglio finale, in base all’utile effettivo
Il mancato rispetto dei termini di presentazione o di pagamento può comportare sanzioni pecuniarie e interessi di mora. È quindi essenziale pianificare con attenzione il calendario fiscale e coordinare la contabilità con gli adempimenti tributari.
Ritenute alla fonte e pagamenti transfrontalieri
In alcuni casi, la Danimarca applica ritenute alla fonte su pagamenti effettuati a soggetti non residenti, ad esempio su dividendi o determinati compensi per servizi. L’aliquota effettiva può essere ridotta o azzerata in presenza di:
- convenzioni contro le doppie imposizioni
- applicazione delle direttive UE (ad esempio, direttiva madre-figlia)
Le società danesi che effettuano pagamenti transfrontalieri devono verificare se è necessario applicare una ritenuta, se sono richiesti certificati di residenza fiscale del beneficiario e quali formalità sono previste per beneficiare delle riduzioni convenzionali.
Controlli fiscali e documentazione
L’Amministrazione fiscale danese attribuisce grande importanza alla qualità della documentazione contabile e fiscale. Le società devono conservare:
- registrazioni contabili complete e aggiornate
- contratti e documenti giustificativi dei costi e dei ricavi
- documentazione di transfer pricing per le operazioni con parti correlate
In caso di verifica, la mancanza di documentazione adeguata può portare a rettifiche dell’imponibile, sanzioni e interessi. Una corretta organizzazione della contabilità e una pianificazione fiscale coerente con le norme danesi sono quindi elementi chiave per operare in sicurezza nel mercato danese.
Imposta sul reddito delle società (CIT)
L’imposta sul reddito delle società in Danimarca (corporate income tax) è applicata in modo uniforme alla maggior parte delle persone giuridiche residenti, tra cui ApS, A/S, K/S con socio accomandatario danese e filiali di società estere. Il sistema è pensato per essere relativamente semplice e trasparente, con un’aliquota unica e regole chiare sulla determinazione della base imponibile.
L’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società è pari al 22% e si applica all’utile imponibile annuo. Non esistono scaglioni progressivi: tutti gli utili societari sono tassati alla stessa aliquota, a prescindere dall’ammontare.
Società soggette a CIT in Danimarca
Sono generalmente soggette all’imposta danese sul reddito delle società:
- società a responsabilità limitata danesi (ApS)
- società per azioni danesi (A/S)
- altre entità considerate fiscalmente residenti in Danimarca, come alcune cooperative
- succursali (filial) di società estere per i redditi prodotti in Danimarca
Le società residenti sono tassate sul reddito mondiale, salvo applicazione di convenzioni contro le doppie imposizioni e regole specifiche per stabili organizzazioni e partecipazioni estere. Le società non residenti sono tassate solo sui redditi di fonte danese.
Determinazione del reddito imponibile
Il reddito imponibile si basa sull’utile civilistico, rettificato secondo le norme fiscali danesi. In linea generale, sono imponibili:
- profitti derivanti dall’attività operativa
- redditi da capitale (interessi, dividendi imponibili, plusvalenze)
- plusvalenze su cessione di beni aziendali e partecipazioni non esenti
Sono invece deducibili, tra l’altro:
- costi direttamente connessi all’attività (acquisto merci, servizi, canoni, spese amministrative)
- ammortamenti fiscali di beni materiali e immateriali
- interessi passivi entro i limiti previsti dalle regole sul thin capitalization e sull’eccedenza di interessi
- perdite riportate da esercizi precedenti, nel rispetto delle soglie di utilizzo
Perdite fiscali e loro utilizzo
Le perdite fiscali possono essere riportate a nuovo senza limiti di tempo, ma il loro utilizzo è soggetto a una soglia:
- la parte di perdita fino a 8.747.500 DKK può essere compensata integralmente con l’utile dell’esercizio
- la quota di perdita eccedente tale soglia può essere utilizzata solo fino al 60% della parte di utile che supera 8.747.500 DKK
Non è generalmente ammesso il riporto all’indietro (carry-back) delle perdite, salvo casi specifici previsti da norme particolari.
Regime di tassazione di gruppo
In Danimarca è possibile optare per la tassazione di gruppo (joint taxation) per società danesi appartenenti allo stesso gruppo e, in determinate condizioni, per gruppi internazionali con capogruppo danese. La tassazione congiunta consente la compensazione degli utili e delle perdite tra le società del gruppo, ottimizzando il carico fiscale complessivo. La società madre o un’altra entità designata agisce come soggetto responsabile per il versamento dell’imposta del gruppo.
Dividendi, plusvalenze e partecipazioni
Il trattamento fiscale di dividendi e plusvalenze dipende dalla natura della partecipazione:
- partecipazioni qualificate (subsidiary shares) e partecipazioni di portafoglio esenti (tax-exempt portfolio shares) possono beneficiare dell’esenzione su dividendi e plusvalenze, se rispettano requisiti di percentuale di partecipazione e, in alcuni casi, di holding period e sostanza economica
- le partecipazioni di portafoglio imponibili (taxable portfolio shares) generano dividendi e plusvalenze soggetti a tassazione ordinaria al 22%
La corretta classificazione delle partecipazioni è fondamentale per determinare l’imponibilità dei redditi da capitale e pianificare in modo efficiente la struttura societaria.
Interessi, royalties e ritenute alla fonte
In linea di principio, la Danimarca non applica ritenute alla fonte sugli interessi pagati a soggetti non residenti, salvo eccezioni legate a rapporti infragruppo e a norme antiabuso. Le royalties corrisposte a soggetti esteri possono essere soggette a ritenuta, con possibilità di riduzione o esenzione in base alle convenzioni contro le doppie imposizioni o alle direttive UE applicabili.
Pagamenti anticipati e scadenze
Le società danesi sono tenute a versare l’imposta sul reddito mediante acconti durante l’anno fiscale, sulla base dell’utile stimato. In genere sono previsti due acconti principali, con possibilità di versamenti volontari aggiuntivi per evitare interessi e sovrattasse. La dichiarazione dei redditi societaria deve essere presentata in via elettronica all’autorità fiscale danese (Skattestyrelsen) entro il termine stabilito dopo la chiusura dell’esercizio, e l’eventuale saldo d’imposta viene calcolato sulla base di tale dichiarazione.
Norme antiabuso e documentazione
Il sistema danese prevede una clausola generale antiabuso e regole specifiche su prezzi di trasferimento (transfer pricing) per operazioni infragruppo transfrontaliere. Le società che superano determinate soglie di fatturato o appartengono a gruppi internazionali devono predisporre documentazione di transfer pricing conforme agli standard OCSE, dimostrando che le transazioni con parti correlate avvengono a condizioni di mercato.
Una corretta pianificazione fiscale, il rispetto delle scadenze e la tenuta di una documentazione completa sono essenziali per ridurre il rischio di contestazioni e sanzioni da parte delle autorità fiscali danesi.
Imposta sul valore aggiunto (IVA) in Danimarca
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) in Danimarca (moms) è un’imposta generale sui consumi applicata alla maggior parte di beni e servizi. Tutte le imprese che superano una determinata soglia di fatturato devono registrarsi ai fini IVA presso l’Autorità fiscale danese (Skattestyrelsen) e adempiere a specifici obblighi di fatturazione, dichiarazione e versamento.
Aliquota IVA standard in Danimarca
In Danimarca è in vigore un’unica aliquota IVA standard pari al 25%, applicata alla quasi totalità delle cessioni di beni e prestazioni di servizi. A differenza di molti altri Paesi europei, non esistono aliquote ridotte per categorie specifiche (ad esempio alimentari, libri o servizi turistici), salvo i casi di esenzione previsti dalla legge.
Operazioni esenti da IVA
Alcune attività sono esenti da IVA, il che significa che non si applica l’imposta sulle vendite, ma allo stesso tempo l’impresa non può detrarre l’IVA sugli acquisti connessi a tali operazioni. Tra le principali esenzioni rientrano:
- servizi sanitari e medici
- servizi educativi e di istruzione
- servizi finanziari e assicurativi
- locazione di immobili residenziali
- alcune attività culturali e sportive svolte da enti non profit
Le imprese che svolgono sia attività imponibili sia attività esenti devono applicare regole specifiche di detrazione proporzionale dell’IVA sugli acquisti.
Obbligo di registrazione IVA (momsregistrering)
Un’impresa è tenuta a registrarsi ai fini IVA in Danimarca quando il suo fatturato imponibile annuo previsto o effettivo supera 50.000 DKK. La registrazione deve essere effettuata prima dell’inizio dell’attività imponibile o non oltre il momento in cui si prevede di superare tale soglia.
Le imprese estere che effettuano vendite di beni o servizi tassabili in Danimarca possono essere obbligate a registrarsi, anche se non dispongono di una stabile organizzazione nel Paese. In molti casi è richiesto un rappresentante fiscale o una gestione dedicata degli adempimenti IVA danesi.
Fatturazione e documentazione IVA
Le imprese registrate devono emettere fatture conformi alla normativa danese, che includano almeno:
- numero di partita IVA danese (CVR/SE-nummer) del fornitore
- data di emissione della fattura
- identificazione chiara del cliente (per operazioni B2B)
- descrizione dei beni o servizi forniti
- base imponibile, aliquota e importo dell’IVA
La documentazione contabile e le fatture devono essere conservate per il periodo minimo previsto dalla normativa danese, in formato cartaceo o elettronico, in modo da poter essere esibite in caso di controllo fiscale.
Dichiarazioni periodiche e versamento dell’IVA
La frequenza delle dichiarazioni IVA dipende dal volume d’affari dell’impresa:
- Imprese di dimensioni minori: in genere presentano la dichiarazione e versano l’IVA con cadenza semestrale o trimestrale
- Imprese di dimensioni maggiori: sono tenute a dichiarazioni e versamenti più frequenti, di norma mensili
Le scadenze esatte per la presentazione delle dichiarazioni e il pagamento dell’IVA sono stabilite da Skattestyrelsen e comunicate all’impresa al momento della registrazione. Il mancato rispetto dei termini può comportare interessi di mora e sanzioni amministrative.
Detrazione dell’IVA sugli acquisti
Le imprese che effettuano operazioni imponibili possono detrarre l’IVA pagata sugli acquisti di beni e servizi utilizzati per l’attività economica. La detrazione è ammessa solo se:
- l’impresa è regolarmente registrata ai fini IVA
- le spese sono direttamente connesse all’attività imponibile
- l’IVA è correttamente indicata su una fattura valida
Per spese miste (ad esempio veicoli, telefonia, rappresentanza) la detrazione può essere limitata o parziale, secondo le regole specifiche previste dalla normativa danese.
Operazioni intracomunitarie e internazionali
Le cessioni di beni e i servizi resi a clienti in altri Paesi dell’UE o fuori dall’UE seguono regole particolari. In molti casi, per le operazioni B2B intracomunitarie si applica il meccanismo del reverse charge, con l’obbligo di indicare correttamente le operazioni nelle dichiarazioni IVA e negli elenchi riepilogativi.
Le imprese danesi che commerciano con l’estero devono prestare particolare attenzione alla corretta classificazione delle operazioni, alla prova del trasporto dei beni e all’utilizzo dei numeri di partita IVA validi dei partner commerciali.
Supporto contabile e fiscale per l’IVA in Danimarca
La gestione corretta dell’IVA in Danimarca richiede una buona conoscenza delle norme locali, delle procedure digitali di dichiarazione e dei sistemi di controllo dell’Amministrazione fiscale. Un supporto professionale in ambito contabile e fiscale aiuta a ridurre il rischio di errori, ottimizzare la detrazione dell’IVA sugli acquisti e garantire la piena conformità alle disposizioni danesi.
Obblighi e responsabilità del datore di lavoro danese
In Danimarca il datore di lavoro ha una serie di obblighi precisi in materia di registrazione, contratti, retribuzione, contribuzione sociale, sicurezza sul lavoro e gestione del personale. Conoscere queste regole è fondamentale sia per le imprese danesi sia per gli imprenditori stranieri che assumono personale in Danimarca.
Registrazione come datore di lavoro e numero SE/CVR
Prima di assumere dipendenti, l’impresa deve essere registrata presso l’Erhvervsstyrelsen e ottenere un numero CVR (l’equivalente del numero di impresa). Successivamente, tramite TastSelv Erhverv (portale dell’amministrazione fiscale danese), l’azienda deve registrarsi come datore di lavoro per poter:
- trattenere e versare l’imposta sul reddito dei dipendenti (A‑skat)
- versare i contributi al mercato del lavoro (AM‑bidrag)
- gestire eventuali contributi obbligatori a fondi e assicurazioni legate all’occupazione
Contratto di lavoro e condizioni di impiego
Il datore di lavoro danese è tenuto a fornire al dipendente un contratto o una dichiarazione scritta delle condizioni di lavoro quando il rapporto supera le 8 ore settimanali e dura più di un mese. Il documento deve indicare almeno:
- dati del datore di lavoro e del dipendente
- luogo di lavoro e mansioni principali
- data di inizio (ed eventuale durata se a termine)
- orario di lavoro settimanale
- retribuzione, indennità, bonus e modalità di pagamento
- ferie e regole di preavviso in caso di licenziamento o dimissioni
- eventuale riferimento a contratti collettivi applicabili
In Danimarca gran parte delle condizioni di impiego (salari minimi di settore, straordinari, indennità) è regolata da contratti collettivi negoziati tra sindacati e associazioni datoriali. Anche se non esiste un salario minimo legale generale, il datore di lavoro deve rispettare il contratto collettivo applicabile o, in sua assenza, garantire condizioni considerate usuali e corrette per il settore.
Orario di lavoro, ferie e assenze
L’orario di lavoro ordinario è generalmente di 37 ore settimanali a tempo pieno, ma può variare in base al contratto collettivo o individuale. Il datore di lavoro deve rispettare le norme sul riposo giornaliero e settimanale e sulle pause, in linea con la normativa danese ed europea.
Per quanto riguarda le ferie, il sistema danese prevede il principio del ferie optjent og afholdt (ferie maturate e godute nello stesso periodo). Il dipendente matura 2,08 giorni di ferie per ogni mese di lavoro, per un totale di 25 giorni di ferie retribuite all’anno (5 settimane). Il datore di lavoro deve:
- permettere al dipendente di godere di almeno 3 settimane consecutive di ferie principali in un periodo concordato
- calcolare e pagare correttamente l’indennità ferie (feriepenge) quando dovuta
- registrare in modo accurato ferie maturate, godute e residue
In caso di malattia, il datore di lavoro è normalmente tenuto a corrispondere la retribuzione o l’indennità di malattia per un periodo iniziale (ad esempio fino a 30 giorni di calendario), secondo la legge e i contratti collettivi. Successivamente può subentrare l’indennità pubblica di malattia (sygedagpenge), per la quale il datore di lavoro deve fornire le informazioni necessarie al comune.
Retribuzione, A‑skat e contributi sociali (AM‑bidrag)
Il datore di lavoro è responsabile del calcolo, della trattenuta e del versamento delle imposte e dei contributi sul salario dei dipendenti. In particolare deve:
- trattenere l’AM‑bidrag (contributo al mercato del lavoro) pari all’8% del reddito da lavoro dipendente
- calcolare e trattenere l’imposta sul reddito (A‑skat) in base alla carta fiscale (skattekort) del dipendente, che indica l’aliquota e la deduzione personale
- versare A‑skat e AM‑bidrag mensilmente all’amministrazione fiscale danese (Skattestyrelsen) entro le scadenze previste, che dipendono dalle dimensioni dell’azienda
Il datore di lavoro deve inoltre fornire al dipendente una busta paga chiara e dettagliata, indicando salario lordo, trattenute fiscali, contributi, ferie maturate e altri elementi retributivi. Tutti i dati salariali devono essere comunicati digitalmente al sistema eIncome (eIndkomst) dell’amministrazione fiscale.
Altri contributi e assicurazioni obbligatorie
Oltre ad A‑skat e AM‑bidrag, il datore di lavoro può essere tenuto a versare:
- contributi a fondi pensione occupazionali previsti da contratti collettivi (spesso tra il 12% e il 18% della retribuzione, suddivisi tra datore di lavoro e dipendente)
- contributi a fondi per la formazione continua e fondi di garanzia salariale
- premi assicurativi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (arbejdsskadeforsikring), obbligatoria per la maggior parte dei datori di lavoro
Le aliquote e gli importi variano in base al settore, al contratto collettivo e al rischio professionale. È responsabilità del datore di lavoro verificare quali contributi e assicurazioni siano obbligatori per la propria attività.
Sicurezza e salute sul lavoro
Il datore di lavoro danese ha un obbligo generale di garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre, in conformità con la normativa sull’ambiente di lavoro (arbejdsmiljølovgivning). Tra i principali doveri rientrano:
- valutare i rischi e predisporre misure di prevenzione adeguate
- fornire attrezzature sicure e manutenzione regolare
- mettere a disposizione dispositivi di protezione individuale quando necessario
- informare e formare i dipendenti sui rischi e sulle procedure di sicurezza
- collaborare con i rappresentanti per la sicurezza (arbejdsmiljørepræsentanter) nelle aziende che ne sono dotate
L’Autorità danese per l’ambiente di lavoro (Arbejdstilsynet) può effettuare ispezioni e imporre misure correttive o sanzioni in caso di violazioni.
Gestione dei dati dei dipendenti e privacy
Il datore di lavoro deve trattare i dati personali dei dipendenti nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati (GDPR e normativa danese correlata). Ciò implica:
- raccogliere solo i dati necessari per la gestione del rapporto di lavoro
- informare i dipendenti sulle finalità del trattamento
- proteggere i dati da accessi non autorizzati
- conservare i dati solo per il tempo necessario e secondo gli obblighi legali di archiviazione
Obblighi di registrazione, documentazione e rendicontazione
Il datore di lavoro è tenuto a mantenere una documentazione accurata relativa a:
- contratti di lavoro e modifiche contrattuali
- registri delle presenze, ferie, malattie e altre assenze
- paghe, trattenute fiscali e contributive
- comunicazioni a Skattestyrelsen, comuni e altre autorità
Questa documentazione deve essere conservata per i periodi minimi previsti dalla legge fiscale e dal diritto del lavoro danese, ed essere disponibile in caso di controlli o controversie.
Responsabilità in caso di violazioni
La mancata osservanza degli obblighi come datore di lavoro può comportare:
- sanzioni amministrative e interessi di mora per imposte e contributi non versati
- multe e ordini correttivi da parte delle autorità del lavoro e fiscali
- responsabilità civile nei confronti dei dipendenti per salari, ferie e indennità non corrisposti
- nei casi più gravi, responsabilità penale per violazioni intenzionali o gravi della normativa
Per le imprese straniere che operano in Danimarca o che inviano lavoratori nel Paese, è particolarmente importante verificare gli obblighi di registrazione, inclusa l’eventuale iscrizione al Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT), e assicurarsi che le condizioni di lavoro rispettino gli standard danesi.
Contabilità, bilancio e obblighi di rendicontazione in Danimarca
In Danimarca la contabilità e gli obblighi di rendicontazione sono regolati principalmente dal Danish Financial Statements Act (Årsregnskabsloven) e dalle norme dell’Autorità fiscale danese (Skattestyrelsen). Le imprese sono classificate in diverse classi (A, B, C, D) in base a dimensioni e forma giuridica, e da questa classificazione dipendono il livello di dettaglio del bilancio, gli obblighi di revisione e le scadenze di deposito.
Classi di imprese e obblighi contabili
In linea generale, le imprese danesi sono suddivise come segue:
- Classe A – ditte individuali e società di persone di piccole dimensioni, che non sono obbligate a redigere bilancio secondo l’Årsregnskabsloven, ma devono comunque tenere una contabilità ordinata e documentata ai fini fiscali.
- Classe B – piccole società a responsabilità limitata (ApS), società per azioni (A/S) e altre entità con obbligo di bilancio, che devono presentare un rendiconto annuale semplificato ma conforme alla legge.
- Classe C – medie e grandi società, con requisiti più estesi in termini di informativa, note integrative e relazione sulla gestione.
- Classe D – grandi società quotate e alcune istituzioni finanziarie, soggette agli obblighi più stringenti e a standard di rendicontazione più dettagliati.
La maggior parte delle piccole e medie imprese straniere che aprono una società in Danimarca rientra di norma nella classe B o C, con obbligo di bilancio annuale e, spesso, di revisione legale.
Tenuta della contabilità e documentazione
Tutte le imprese devono tenere una contabilità accurata e aggiornata, che rifletta in modo veritiero la situazione economica e finanziaria. I principali requisiti sono:
- registrazione cronologica e sistematica di tutte le operazioni;
- conservazione di fatture, contratti, estratti conto e altra documentazione di supporto;
- possibilità di ricostruire ogni movimento contabile a partire dai documenti originali.
I documenti contabili e fiscali devono essere conservati per almeno 5 anni. La contabilità può essere tenuta in formato elettronico, purché i dati siano accessibili alle autorità danesi in caso di controllo.
Bilancio annuale (årsrapport)
Le società soggette all’Årsregnskabsloven (ad esempio ApS e A/S) devono redigere ogni anno un bilancio che, a seconda della classe, comprende generalmente:
- stato patrimoniale;
- conto economico;
- rendiconto del patrimonio netto e, per le classi superiori, rendiconto finanziario;
- note integrative con informazioni su criteri di valutazione, parti correlate, impegni e garanzie;
- relazione sulla gestione per le imprese di classe C e D.
Il bilancio deve essere redatto secondo principi di prudenza, continuità e competenza economica, e deve fornire un quadro fedele e corretto dell’azienda. È possibile utilizzare gli standard contabili danesi o, per alcune società, gli IFRS, in particolare se quotate o appartenenti a gruppi internazionali.
Deposito del bilancio e scadenze
Il bilancio annuale deve essere approvato dall’assemblea dei soci e depositato in formato elettronico presso l’Autorità danese per le imprese (Erhvervsstyrelsen). Il termine ordinario per il deposito è di 5 mesi dalla chiusura dell’esercizio per la maggior parte delle società di classe B e C. Alcune grandi imprese e società quotate possono avere termini più brevi, stabiliti da norme specifiche o dallo statuto.
Il mancato deposito del bilancio entro i termini può comportare sanzioni pecuniarie, l’avvio di una procedura di scioglimento d’ufficio della società e responsabilità personali per gli amministratori.
Revisione legale dei conti
In Danimarca molte società sono soggette a revisione legale obbligatoria. Tuttavia, le piccole imprese che rientrano in determinati limiti possono optare per l’esonero dalla revisione (fravalg af revision). In generale, una società può rinunciare alla revisione se, per due esercizi consecutivi, non supera almeno due dei seguenti limiti:
- totale di bilancio: circa 4 milioni DKK;
- fatturato netto annuo: circa 8 milioni DKK;
- numero medio di dipendenti: 12 unità.
Se la società supera tali soglie, la revisione da parte di un revisore autorizzato danese diventa obbligatoria. La revisione riguarda il bilancio annuale e, per le imprese più grandi, anche i sistemi di controllo interno e i processi di rendicontazione.
Rendicontazione fiscale e dichiarazioni periodiche
Oltre al bilancio civilistico, le imprese devono adempiere a una serie di obblighi fiscali periodici:
- Dichiarazione dei redditi societari – le società devono presentare la dichiarazione all’Autorità fiscale danese, di norma entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio o entro una data specifica indicata da Skattestyrelsen nel sistema elettronico.
- Dichiarazioni IVA – la frequenza (mensile, trimestrale o semestrale) dipende dal volume d’affari. Le imprese con fatturato annuo superiore a circa 50.000 DKK devono registrarsi ai fini IVA e presentare dichiarazioni periodiche.
- Ritenute e contributi sul lavoro dipendente – il datore di lavoro deve comunicare mensilmente salari, ritenute fiscali e contributi sociali tramite il sistema elettronico (eIndkomst).
Tutte le dichiarazioni e i versamenti avvengono in via elettronica, e il rispetto delle scadenze è monitorato in modo rigoroso dalle autorità danesi.
Responsabilità degli amministratori e buone pratiche
Gli amministratori e i titolari di imprese in Danimarca sono responsabili della corretta tenuta della contabilità e del rispetto degli obblighi di rendicontazione. In caso di gravi irregolarità, possono essere chiamati a rispondere con sanzioni economiche e, nei casi più estremi, con responsabilità personale per i debiti fiscali.
Per ridurre i rischi e garantire conformità alle norme danesi, è consigliabile:
- organizzare fin dall’inizio un sistema contabile chiaro e digitalizzato;
- stabilire procedure interne per l’archiviazione dei documenti e il controllo delle scadenze;
- affidarsi a un consulente contabile o a un revisore con esperienza nella legislazione danese, soprattutto per società con soci o management straniero.
Una contabilità corretta e una rendicontazione puntuale non solo evitano sanzioni, ma migliorano anche la trasparenza verso banche, investitori e partner commerciali, facilitando la crescita dell’impresa sul mercato danese.
Permessi di soggiorno e lavoro per imprenditori stranieri in Danimarca
Per avviare e gestire un’attività in Danimarca come cittadino straniero è fondamentale conoscere le regole su permessi di soggiorno e lavoro. Le procedure e i requisiti variano a seconda che l’imprenditore provenga da un Paese UE/SEE o da un Paese extra UE, nonché in base alla forma giuridica scelta (ditta individuale, società di capitali, filiale, ecc.).
Imprenditori provenienti da Paesi UE/SEE e Svizzera
I cittadini dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera possono entrare in Danimarca senza visto e hanno diritto a soggiornare e lavorare, anche come lavoratori autonomi o imprenditori, senza bisogno di un permesso di lavoro separato.
Se il soggiorno supera i 3 mesi (6 mesi se si tratta di ricerca di lavoro), è necessario registrarsi e ottenere un certificato di registrazione UE presso lo SIRI – Danish Agency for International Recruitment and Integration. Per gli imprenditori questo diritto si basa in genere su una delle seguenti condizioni:
- svolgimento di un’attività economica reale come lavoratore autonomo (ad esempio ditta individuale registrata al CVR)
- partecipazione attiva alla gestione di una società danese (ad esempio ApS o A/S) con attività effettiva in Danimarca
Una volta registrato il diritto di soggiorno UE, l’imprenditore può richiedere il numero personale danese (CPR), necessario per l’accesso ai servizi pubblici, alla sanità e per la gestione pratica dell’attività (conto bancario, firma digitale NemID/MitID, ecc.).
Imprenditori provenienti da Paesi extra UE
I cittadini di Paesi terzi che desiderano avviare o gestire un’impresa in Danimarca devono in genere ottenere un permesso di soggiorno e lavoro prima di iniziare l’attività. Non è sufficiente la sola registrazione della società al registro imprese (CVR).
Le principali vie per imprenditori e lavoratori autonomi sono:
- schema per imprenditori e startup (Start-up Denmark)
- permesso come lavoratore altamente qualificato (ad esempio Pay Limit Scheme) con ruolo dirigenziale in una società danese
- altri schemi specifici (ricercatori, specialisti, ecc.), se compatibili con l’attività imprenditoriale
Schema Start-up Denmark per imprenditori
Start-up Denmark è uno schema dedicato agli imprenditori non UE che intendono avviare una startup innovativa con potenziale di crescita internazionale. Lo schema consente a uno o più fondatori (fino a 3 per progetto) di ottenere un permesso di soggiorno e lavoro in Danimarca per gestire la propria impresa.
Per accedere allo schema è necessario:
- presentare un business plan dettagliato a un comitato di valutazione danese
- dimostrare che l’idea imprenditoriale è innovativa, scalabile e con potenziale di creazione di posti di lavoro in Danimarca
- disporre di mezzi finanziari sufficienti per il proprio sostentamento durante il primo periodo di attività (l’importo richiesto è calcolato in base al costo della vita danese e alla durata del permesso richiesto)
Il permesso iniziale viene concesso per un periodo limitato, con possibilità di proroga se l’impresa dimostra di essere effettivamente operativa e sostenibile. Il titolare del permesso deve partecipare attivamente alla gestione quotidiana dell’azienda e non può limitarsi a un ruolo puramente formale.
Permesso di soggiorno come dirigente o specialista in una società danese
Un’altra possibilità per gli imprenditori extra UE è ottenere un permesso di soggiorno come dipendente altamente qualificato di una società danese, ad esempio come direttore generale o membro del management. In questo caso il permesso è legato a uno schema di lavoro, non direttamente allo status di imprenditore.
Lo schema più utilizzato è il Pay Limit Scheme, che richiede:
- un contratto di lavoro con una società registrata in Danimarca
- una retribuzione annua lorda almeno pari alla soglia minima prevista dallo schema (aggiornata regolarmente dalle autorità danesi)
- condizioni di lavoro e salario conformi agli standard danesi
Questo tipo di permesso consente di vivere e lavorare in Danimarca per la società che ha assunto il richiedente. È spesso utilizzato quando un imprenditore straniero costituisce una società danese e viene formalmente assunto come direttore con uno stipendio che soddisfa i requisiti di legge.
Visto di breve durata e attività preparatorie
Per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni) i cittadini di molti Paesi extra UE necessitano di un visto Schengen. Il visto di breve durata consente di partecipare a riunioni, incontri con consulenti, ricerca di opportunità di investimento e svolgimento di attività preparatorie, ma non autorizza a lavorare o gestire in modo continuativo un’impresa in Danimarca.
La registrazione di una società al CVR o l’apertura di un conto bancario aziendale, se effettuate durante un soggiorno di breve durata, non sostituiscono il permesso di soggiorno e lavoro richiesto per la gestione effettiva dell’attività.
Requisiti pratici per gli imprenditori stranieri
Una volta ottenuto il permesso di soggiorno e lavoro (o registrato il diritto di soggiorno UE), l’imprenditore deve in genere:
- richiedere il numero CPR presso il comune di residenza
- registrarsi presso l’autorità fiscale danese (Skattestyrelsen) per ottenere il numero fiscale (SE/CVR per l’azienda, eventualmente numero di partita IVA)
- ottenere la firma digitale MitID per l’accesso ai servizi online (e-Boks, TastSelv, registri pubblici)
- stipulare le assicurazioni obbligatorie e rispettare gli obblighi come datore di lavoro, se l’impresa assume personale
Per alcune attività regolamentate (ad esempio settori finanziari, sanità, trasporti) possono essere necessari permessi o autorizzazioni aggiuntive, indipendenti dal permesso di soggiorno.
Familiari dell’imprenditore
In molti casi il coniuge/partner e i figli minori dell’imprenditore possono richiedere un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o come familiari di cittadino UE. I diritti dei familiari (accesso al mercato del lavoro, durata del permesso, accesso ai servizi sociali) dipendono dal tipo di permesso principale dell’imprenditore e dalla base giuridica del soggiorno.
Controlli, rinnovo e obblighi di aggiornamento
I permessi di soggiorno e lavoro per imprenditori e lavoratori autonomi sono soggetti a controllo. Le autorità danesi possono richiedere documentazione che dimostri:
- che l’impresa è effettivamente attiva (fatture, contratti, bilanci, estratti conto)
- che il titolare del permesso partecipa realmente alla gestione dell’azienda
- che sono rispettati gli obblighi fiscali e contributivi in Danimarca
In caso di rinnovo del permesso è spesso necessario dimostrare che l’attività genera un reddito sufficiente o che ha un chiaro potenziale di crescita. Cambiamenti rilevanti, come la chiusura dell’impresa, il trasferimento all’estero o la modifica sostanziale del modello di business, devono essere comunicati alle autorità competenti.
Consulenza professionale e aggiornamento normativo
La normativa danese in materia di immigrazione, lavoro e attività imprenditoriale viene aggiornata regolarmente. Prima di avviare un progetto in Danimarca è consigliabile:
- verificare sul sito ufficiale delle autorità danesi (SIRI, New to Denmark, Skattestyrelsen) i requisiti attuali per il proprio caso specifico
- consultare un consulente specializzato in diritto dell’immigrazione e un consulente fiscale/contabile con esperienza in clientela internazionale
Una corretta pianificazione del permesso di soggiorno e lavoro, coordinata con la scelta della forma giuridica e con la struttura fiscale dell’impresa, riduce il rischio di irregolarità e consente di concentrarsi sullo sviluppo del business in Danimarca.
Domande frequenti (FAQ) sulle imprese in Danimarca
In questa sezione trovi le risposte alle domande più frequenti sulle imprese in Danimarca, con particolare attenzione a requisiti formali, tassazione, contabilità e aspetti pratici per imprenditori stranieri.
Chi può aprire un’impresa in Danimarca?
In linea generale, qualsiasi cittadino dell’UE/SEE può avviare un’attività in Danimarca senza necessità di permesso di lavoro. I cittadini extra UE devono invece disporre di un permesso di soggiorno e lavoro valido che consenta lo svolgimento di attività imprenditoriale. Per registrare una società è necessario avere un NemID/MitID o agire tramite un rappresentante autorizzato (ad esempio un consulente contabile o un avvocato danese).
È obbligatorio avere un indirizzo in Danimarca per costituire una società?
Sì, per registrare una società danese (ApS, A/S, ditta individuale, ecc.) è richiesto un indirizzo danese valido da indicare come sede legale. Può essere un ufficio, un indirizzo commerciale o, in alcuni casi, l’indirizzo privato dell’imprenditore residente in Danimarca. Per succursali e uffici di rappresentanza di società estere è parimenti necessario un indirizzo in Danimarca.
Qual è il capitale minimo per costituire una ApS o una A/S?
Per una società a responsabilità limitata danese (ApS – Anpartsselskab) il capitale sociale minimo è di 40.000 DKK. Per una società per azioni (A/S – Aktieselskab) il capitale minimo richiesto è di 400.000 DKK. Il capitale può essere conferito in denaro o, a determinate condizioni, in beni (conferimenti in natura supportati da perizia).
Quanto tempo serve per costituire una società in Danimarca?
Se tutta la documentazione è completa e corretta, la registrazione online presso il Registro delle Imprese (Erhvervsstyrelsen) richiede in genere da 1 a 3 giorni lavorativi. Per strutture più complesse (ad esempio conferimenti in natura, soci esteri multipli, accordi particolari) i tempi possono allungarsi, soprattutto se è necessario ottenere prima un MitID o predisporre documentazione notarile.
Quando è obbligatoria la registrazione IVA (moms)?
La registrazione ai fini IVA in Danimarca è obbligatoria quando il fatturato imponibile previsto o effettivo supera 50.000 DKK in un periodo di 12 mesi consecutivi. Le imprese che svolgono attività soggette a IVA devono registrarsi prima di iniziare a fatturare con IVA. Alcune attività sono esenti (ad esempio determinati servizi finanziari, sanitari o educativi), ma è necessaria una valutazione caso per caso.
Qual è l’aliquota IVA standard in Danimarca?
La Danimarca applica un’unica aliquota IVA standard del 25% sulla maggior parte di beni e servizi. Non esistono aliquote ridotte per categorie come alimentari o libri, ma alcune operazioni sono esenti (ad esempio affitti residenziali, alcuni servizi sanitari e finanziari). Le imprese registrate possono detrarre l’IVA sugli acquisti legati all’attività imponibile.
Qual è l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società (CIT)?
L’imposta sul reddito delle società in Danimarca è pari al 22% dell’utile imponibile. L’aliquota si applica sia alle società residenti (tassate sul reddito mondiale, salvo eccezioni) sia alle stabili organizzazioni di società estere per il reddito prodotto in Danimarca. Dividendi, plusvalenze e interessi possono essere soggetti a regole specifiche e, in alcuni casi, a ritenute alla fonte.
Come vengono tassate le ditte individuali?
Il reddito della ditta individuale è tassato direttamente in capo all’imprenditore come reddito personale. Si applicano l’imposta statale, l’imposta comunale e il contributo al mercato del lavoro (AM-bidrag) dell’8% sul reddito da lavoro. Il sistema prevede scaglioni progressivi e deduzioni personali. Esistono regimi specifici (ad esempio il regime imprenditoriale danese) che consentono una tassazione più simile a quella delle società, ma richiedono una pianificazione accurata.
È obbligatorio avere un commercialista o revisore in Danimarca?
Non è obbligatorio avere un commercialista per la tenuta della contabilità ordinaria, ma è fortemente consigliato per imprese con attività continuativa, soprattutto se gestite da non residenti. La revisione legale dei conti è invece obbligatoria per le società che superano determinati limiti di bilancio, fatturato e numero di dipendenti. Le piccole società che restano al di sotto di tali soglie possono optare per l’esonero dalla revisione, a condizione che lo prevedano nello statuto e nella delibera assembleare.
Quali sono gli obblighi contabili principali per le imprese danesi?
Tutte le imprese devono tenere una contabilità ordinata, registrare sistematicamente le transazioni e conservare la documentazione giustificativa per almeno 5 anni. Le società (ApS, A/S, ecc.) devono redigere il bilancio annuale secondo le regole danesi (Årsregnskabsloven) e depositarlo presso il Registro delle Imprese entro i termini previsti (di norma entro 5 mesi dalla chiusura dell’esercizio per le piccole società). Le dichiarazioni fiscali e IVA devono essere presentate elettronicamente tramite il portale dell’amministrazione fiscale (Skattestyrelsen).
Con quale frequenza si presenta la dichiarazione IVA?
La frequenza di dichiarazione e versamento dell’IVA dipende dal volume d’affari:
- imprese di dimensioni minori: dichiarazione annuale con acconti periodici
- imprese di dimensioni intermedie: dichiarazione trimestrale
- imprese con fatturato più elevato: dichiarazione mensile
La classificazione in una delle tre categorie è effettuata dall’amministrazione fiscale in base al fatturato stimato o effettivo e può essere aggiornata nel tempo.
Quando è necessario iscriversi al Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT)?
Le imprese straniere che forniscono temporaneamente servizi in Danimarca (ad esempio lavori di costruzione, installazione, consulenza in loco) devono iscriversi al Registro dei prestatori di servizi esteri (RUT) prima di iniziare l’attività. L’iscrizione è obbligatoria anche per distacchi di personale e deve contenere informazioni su durata, luogo e natura del servizio, nonché sui lavoratori coinvolti.
Quali obblighi ha un datore di lavoro in Danimarca?
Il datore di lavoro danese deve registrarsi come datore di lavoro presso le autorità fiscali, trattenere alla fonte l’imposta sul reddito e il contributo al mercato del lavoro (8%) sulle retribuzioni, versare i contributi obbligatori ai fondi di assicurazione e, se applicabile, rispettare i contratti collettivi di settore. È inoltre responsabile del rispetto delle norme su orario di lavoro, ferie, sicurezza sul lavoro e parità di trattamento.
Un imprenditore straniero può lavorare nella propria società danese?
Sì, ma le condizioni dipendono dalla cittadinanza e dallo status di soggiorno. I cittadini UE/SEE possono lavorare nella propria impresa in Danimarca senza permesso di lavoro aggiuntivo, purché rispettino le regole di registrazione come residenti se soggiornano per periodi prolungati. I cittadini extra UE devono ottenere un permesso che consenta sia la residenza sia l’attività lavorativa/imprenditoriale (ad esempio permessi per imprenditori o schemi per lavoratori altamente qualificati, se applicabili).
È possibile gestire una società danese vivendo all’estero?
È possibile, ma occorre considerare diversi aspetti pratici e fiscali. La società deve comunque avere una sede legale in Danimarca e rispettare tutti gli obblighi contabili e fiscali locali. In alcuni casi può essere richiesto che almeno un membro del management sia residente nello Spazio Economico Europeo. Inoltre, la residenza fiscale degli amministratori e dei soci può influenzare la tassazione dei dividendi e del reddito personale nel Paese di residenza.
Quali sono i costi principali ricorrenti per una società in Danimarca?
Oltre alle imposte (CIT al 22% sugli utili, IVA al 25% sulle operazioni imponibili e ritenute alla fonte ove previste), le società devono considerare:
- costi di tenuta della contabilità e, se necessario, della revisione
- contributi obbligatori legati ai dipendenti (assicurazioni, fondi, ecc.)
- spese per la sede legale e l’eventuale ufficio operativo
- eventuali oneri bancari e costi per servizi professionali (consulenza legale, fiscale, HR)
Dove posso trovare assistenza professionale per aprire o gestire un’impresa in Danimarca?
Per una corretta pianificazione è consigliabile rivolgersi a consulenti contabili e fiscali con esperienza nel diritto danese e nelle situazioni transfrontaliere. Un professionista locale può assisterti nella scelta della forma giuridica più adatta, nella registrazione presso il Registro delle Imprese e l’amministrazione fiscale, nella gestione della contabilità, delle buste paga e degli adempimenti IVA, riducendo il rischio di errori e sanzioni.